Gente di Campo. Le scelte di Giacomo Senzacqua

Giacomo Senzacqua, 47 anni, sposato con la signora Michela, ha tre figli: Lorenzo, Linda e Luigi. L’azienda agricola omonima di cui è titolare si srotola intorno a contrada Piaggiole, dove vive la famiglia, a metà strada tra Piane di Falerone e Falerone alto. Giacomo proviene da una stirpe di contadini. Suo padre Albino, originario di Belmonte Piceno, era mezzadro diventato poi coltivatore diretto; sua madre Cesarina, invece, è sempre stata a Falerone. Sino agli anni Novanta i genitori hanno condotto il terreno di proprietà secondo i metodi dell’agricoltura tradizionale: un po’ di seminativo, un po’ di vigna, un po’ di olivi, qualche bovino e qualche animale da cortile. Poi, arriva lui: Giacomo. È perito industriale, s’è iscritto all’Università, ma il richiamo della campagna è più forte. Mentre gli altri due fratelli e una sorella fanno scelte lavorative diverse, lui si butta a capofitto in agricoltura con l’energia del neofita e la voglia di cambiare dove si può ed investire in qualcosa di nuovo. Siamo a metà anni Novanta. Prima operazione: avere a disposizione una più vasta area agricola. Oggi l’azienda dispone di cento ettari tra proprietà e apprezzamenti in affitto. Come produzione distintiva, Giacomo punta subito sulle fragole e in subordine sugli ortaggi. Le fragole sono buone e la clientela apprezza: il reddito non è per nulla disprezzabile. Ancora oggi sono uno dei prodotti di maggior successo. Giacomo spiega: «Le fragole vengono coltivate per l’80% sotto tunnel, in modo da ripararle dagli agenti atmosferici e consentirne la raccolta giornalmente, al giusto grado di maturazione, così da offrire ai consumatori un prodotto fresco di giornata dal colore e profumo intenso, senza processi di conservazione». Un altro obiettivo è stato il raggiungimento della certificazione bio. Rispetto della campagna, nessun sfruttamento. Dopo le fragole, Giacomo mette mano agli olivi del padre. Li sistema e ne impianta di nuovi. Capisce che il futuro sta nelle tipicità, nella vocazione della terra. Ed eccolo, allora, impegnato nella cultivar del Piantone di Falerone per ottenere un olio extra vergine di oliva monovarietale di alta qualità. Nel 2005, Giacono apre un frantoio aziendale da dove ricava anche altri due tipi di olii: l’olio extravergine di oliva-blend le cui cultivar sono: Leccino, Frantoio, Sargano, Piantone di Falerone, Piantone di Mogliano, Moragliolo, e il condimento a base di olio extra vergine e limoni ottenuto dalla spremitura a freddo di olive insieme ai limoni.

Terzo pilastro dell’azienda sono i cereali: grano tenero, grano duro e farro in rotazione con ceci della varietà Sultano, più piccolo di dimensioni e molto saporito. Il «duro» viene prodotto per la cooperativa Montebello, il «tenero» per il Molino Agostini di Montefiore dell’Aso. C’è poi la produzione di cereali ad uso zootecnico: favino bianco, sorgo, orzo, pisello proteico, erba medica e mais. Giacomo, oltre all’insostituibile apporto della signora Michela, si avvale di tre collaboratori. Poiché il lavoro in campagna però è stagione e i collaboratori potrebbero restare fermi per alcuni mesi l’anno, l’azienda ha pensato bene di aprire un altro fronte, un servizio a terzi: la manutenzione del verde.

Ora, sarebbe il tempo delle fragole, delle lezioni e delle passeggiate in campagna con le scolaresche. Il virus ha bloccato tutto. Ma Giacono guarda avanti: la natura si rigenera continuamente.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì 17 aprile 2020

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