Una famiglia per azienda. Un’azienda per famiglie. Azienda agricola Salvatelli

La prima cosa che colpisce è la ragione sociale che mette in evidenza il concetto-cardine di famiglia: Azienda Agricola Famiglia Salvatelli. Il luogo è bellissimo: Contrada Ponte Sant’Antonio di Fermo, dove le colline declinano dolcemente verso la Conceria. Due case con tre unità abitative e dieci persone che vi abitano, quasi una famiglia patriarcale che si dà una mano.

Guerrino Salvatelli

Ne discuto con Cristina e suo fratello Andrea. Iniziamo parlando di grano. Hanno re-impiantato la Solina, «un’antichissima varietà locale di frumento tenero, aristato, invernale, tardivo» considerata la mamma di tutti i grani. Qualcuno dice che fosse il grano dei Romani. È una varietà autoctona dei territori dell’Appennino centrale, raggiunge l’altezza di 100-135 cm. e ha una spiga di color bianco. A questo punto è d’obbligo passare alla pasta ricavata dalla sua farina. Prima della spiegazione tecnica, Cristina e Andrea mi dicono una cosa più convincente. Questa pasta va cotta con amore, va assaggiata senza badare ai minuti perché questi variano a seconda dell’umidità, dell’acqua: «Cuocerla ad Amandola o a Porto San Giorgio è diverso, com’è diverso farlo in estate o in inverno». Allora, bisogna provarla e riprovarla, come farebbe una donna di casa che ama la propria famiglia e vorrebbe darle il meglio.

Cristina e Andrea vengono da mondi diversi. Dipendente lei, consulente marketing lui. Ma la passione per la terra l’hanno sempre avuta perché lì nati e cresciuti.

Nel 2012, l’impresa presso cui Cristina lavorava chiude i battenti. A quel punto, è come se si aprisse un’altra prospettiva: scommettiamo sulla campagna, suoi suoi prodotti, sulla qualità e, soprattutto, sui valori che l’agricoltura tradizionale ancora preserva. Nasce così l’Azienda Agricola Famiglia Salvatelli, dove mamma Dalia e babbo Guerrino non fanno mancare il proprio aiuto. Si comincia con l’orto. Pian piano si ricostituisce «la collina di nonno», un terreno che era stato diviso per successioni. Cristina e Andrea ne sono grati a zia Gabriella che lo ha permesso ed è sempre presente alla grande tavolata domenicale. Ampliata la superficie, l’azienda inizia a seminare grano (nel 2019 è toccato anche al Senatore cappelli), a produrre cereali, pasta, legumi, «senza uso alcuno di diserbanti» e procedendo come tradizione agricola vuole: con la rotazione che non impoverisce il terreno, ma lo fa risposare.

Tra i prodotti che si trovano nel punto vendita aziendale ci sono anche le passate e le marmellate, non una grandissima produzione, e al momento «destinate ai soli clienti affezionati». Altri clienti sono alcuni negozi di alta gamma a Roma, Milano, e in diverse città inglesi dove Andrea si reca per l’altro lavoro. Con una attenzione, però: «Debbono condividere la nostra filosofia: qualità e rapporto con la clientela senza alcuna fretta». Ed è quello che vivono giornalmente nel punto vendita fermano e che vorrebbero ulteriormente sviluppare: collaborazione e solidarietà anche in campo commerciale.

Quando stiamo per chiudere, mi dicono: «I nostri nonni Domenico, Maria, Eugenio e Sestina sono come angeli che ci tengono per mano». Famiglia, appunto. E di qualità.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì 24 aprile 2020

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