Dalla bottega del fabbro all’azienda che costruisce case in metallo. La storia di Franco Ciucani

Se chiedeste in giro indicazioni su un artigiano carpentiere di qualità e affidabilità molti indicherebbero Franco Ciucani e la sua CEM carpenterie Srl con sede a Monte Giberto, di cui oggi è amministratore il figlio Yuri. Franco, 73 anni, dovrebbe essere invitato in tutte le scuole professionali delle Marche Sud. Ha una storia da raccontare ai ragazzi, che farebbe bene anche ad insegnanti e dirigenti. Soprattutto ha un modo di affrontare la vita e il lavoro diverso dalla cultura attuale.

«Ho imparato il mestiere da adolescente – mi dice – studiando alle Scuole tecniche e lavorando il pomeriggio come apprendista». Il suo maestro – lo definisce proprio così – è stato Attilio Nasini, un fabbro ferraio con bottega a Fermo. «Severo quanto bravo. Serio quanto capace. Un grande maestro». A quel tempo la paga non c’era. A quel tempo il lavoro s’imparava facendolo. Nasini ha trasmesso all’allievo quella che oggi potremmo chiamare la qualità totale, e la soddisfazione di averla realizzata. A distanza di sessant’anni, Franco dichiara che il grazie di un cliente che riconosce il valore del prodotto vale più di cento euro aggiunte alla somma pattuita. Il prodotto va fatto bene in sé.

L’artigiano Franco Ciucani

Dunque, la scuola. Ciucani ha frequentato le Scuole tecniche fermane dove gli hanno insegnato a usare la fonderia, il tornio, la saldatura e addirittura la fucina. Ne è uscito a 16 anni e già lo chiamavano nelle aziende. Lui, anni dopo, ha preferito mettersi in proprio, aprendo un laboratorio a Fermo, poi trasferendosi lungo l’Ete alla Ceramica lauretana, infine acquistando un appezzamento e costruendo un capannone a Monte Giberto, a due passi dalla pista di motocross e dalla Videx. Nella sua storia professionale è arrivato ad avere 16 dipendenti. «Gli anni Ottanta-Novanta sono stati quasi un’età dell’oro». Oggi la CEM Srl, che è individuabile come carpenteria metallica, conta sette operai, un geometra e una ragioniera.

La produzione comprende tutto ciò che riguarda il ferro e l’acciaio, dai cancelli, alle ringhiere, sino alla realizzazione di case in strutture d’acciaio e ferro. E quest’ultima, più che una novità, è un modalità poco reclamizzata in genere.

«In molte università – spiega Ciucani – si continua ad insegnare la costruzione in cemento armato». E pure case in acciaio e ferro se ne costruiscono già da quindici anni. Quella che più gli ha dato soddisfazione è un’abitazione realizzata su un colle di Monte Rubbiano, «strutture metalliche e tamponatura in vetro. Visuale stupenda». In altri casi la tamponatura può essere in mattoni o altro materiale. Cosa ci si guadagna? La leggerezza, la rapidità, e il recupero degli spazi. «Fatte le fondamenta, la casa viene su in dieci giorni» spiega Franco. Questo sistema è stato usato in diverse scuole che necessitavano di ristrutturazioni e rafforzamenti delle colonne così come nelle sopraelevazioni di case.

«Da quarant’anni portiamo qualità» è lo slogan della CEM che ha cercato un rapporto stabile con l’IPSIA di Fermo.

«Tra l’altro – aggiunge Ciucani – un buon tecnico, oltre a trovare lavoro rapidamente, guadagna a volte più di un ingegnere».

L’attrezzatura utilizzata è di base: saldatrici, troncatrici e utensili minori. Per lavori laser ci si appoggia a terzisti.

Alla domanda riguardo ai clienti, Franco snocciola i nomi delle aziende più importanti di queste terra marchigiana.

Buon lavoro, appassionato artigiano!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì 14 maggio 2020

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