Come eravamo. Lo sport a Fermo negli anni 50-60-70

Il cammino di oggi è, all’interno di un libro, a ritroso nella storia recente. Ho tra mani un volume ponderoso che racconta le vicende di “Fermo sportiva”. È il terzo di una serie dedicata ai giochi e allo sport di questa città. Le firme, ancora una volta, sono due: Andrea Livi, che è anche l’editore della nuova pubblicazione così come per le precedenti, e Sabrina Sollini. Il lavoro, da poco in libreria, «riguarda soprattutto gli anni Sessanta e Settanta del Novecento» con qualche retro incursione ai Cinquanta. È il periodo, scrivono gli autori «della “rinascita” della società italiana, coincidente con il boom economico, con risvolti positivi per lo sviluppo dello sport». Al settore Calcio, sia professionistico che dilettantistico che femminile è dedicato lo spazio maggiore. Subito dopo viene il ciclismo. Data la conformazione della città, i fermani poco o nulla hanno usato la due ruote. Ma spettatori però lo sono stati perché tante erano le gare promosse nei paesi della vallata del Tenna. Nel libro vengono citati due personaggi: Michele Gismondi da Montegranaro, conosciuto professionista, e Giuseppe Petrocchi da Montegiorgio, atleta «eroico» ma sconosciuto ai più.

Il motociclismo entra nelle pagine di “Fermo sportiva” per il circuito della circonvallazione fermana prima e di Monterosato (motocross) oggi. L’automobilismo vide piloti fermani cimentarsi in gare di livello nazionale. Ma lo sport locale fu anche quello dei go kart e dei carrozzoni. Senza dimenticare la Pallacanestro maschile con la gloriosa Victoria costituita intorno al Ricreatorio San Carlo; il Basket femminile, che entusiasmò i giovani oltre gli anni Settanta; il Pugilato, che, grazie alla Nike del prof. Dino Tomassini, ha molto promosso e fatto praticare questo sport a Fermo. Gli autori ricordano gli incontri/spettacolo al teatro dell’Aquila con la presenza anche del campione Primo Carnera. Continuando, il volume racconta della Scherma, che «ebbe un momento di grande notorietà grazie all’impegno della professoressa Marcella Ciucani». I suoi allievi gareggiarono a livello nazionale. Non vengono tralasciati gli altri sport: la Pallavolo, il Tennis, l’Escursionismo, lo Sci, la Vela. Furono anche gli anni delle ultime corse di cavalli lungo la strada della Carriera, nel tratto tra Porta Santa Caterina e Porta San Giuliano. Spostandoci in periferia, lungo i sentieri della campagna si praticava ancora il lancio della ruzzola così come la corsa dei sacchi, la salita al palo della cuccagna e il tiro alla fune che erano appuntamenti tradizionali nel corso delle festività religiose a Salette, Montone, Crocifisso.

«Con gli anni Settanta – scrivono Livi e Sollini – iniziarono le marcelonghe, un fenomeno di massa che portò lungo le strade “marciatori” più o meno improvvisati…». In precedenza, i podisti erano dei solitari come il preside del liceo classico “Annibal Caro” Vittorio Girotti. Il 13 agosto del ’72 la Pro Loco di Lapedona organizzò insieme all’Azienda di Soggiorno e Turismo di Fermo la marcialonga “Su e giù per il Fermano”, che si snodava da Lido di Fermo a Lapedona passando per Fermo, Monterubbiano e Moresco. Due anni dopo, il 15 agosto, si tenne la prima marcialonga “Verde riviera fermana”.

Buona lettura a tutti e buon cammino.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Domenica, 7 giugno 2020

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