Il lavoro di ARTEMISTA. Inclusione per tutti

Lungo la Valdete, in territorio di Fermo, nelle vicinanze della Tre Elle Srl, c’è un capannone. All’interno lavorano diverse persone che hanno come compito l’assemblaggio meccanico di prodotti forniti proprio dall’azienda confinante. Questo ha desiderato il suo amministratore Stefano Luzi. E questo stanno realizzando da tempo i dipendenti della Cooperativa sociale ARTEMISTA in collaborazione con un’altra cooperativa: la ECOAMA che si occupa invece di svantaggio psichico. La ARTEMISTA, che ha sede a Campiglione di Fermo, è di tipo B, di quelle cioè che si prendono cura dell’inserimento lavorativo delle fasce deboli di popolazione. Possono esserlo le donne sole che hanno avuto problemi in famiglia, oppure persone con deficit fisici, psichici, culturali, sociali, immigrati in cerca di occupazione. Lo spettro insomma è ampio, come racconta la presidente Stefania Santarelli, educatrice di professione e coordinatrice della cooperativa.

La presidente Stefania Santarelli

«L’idea imprenditoriale – spiega – nasce all’interno della NuovaRicerca.AgenziaRes, che è una cooperativa sociale di tipo A da oltre trent’anni impegnata nei servizi socio sanitari ed educativi dedicati a persone speciali, nell’ambito territoriale della provincia di Fermo». ARTEMISTA si costituisce ufficialmente nel 2016. «Tra i soci fondatori, oltre a persone con disabilità, – aggiunge Stefania – ci sono anche educatori, artigiani che, con competenze diverse, da tempo lavorano al fianco di soggetti svantaggiati. L’obiettivo è quello di dar vita ad una vera “impresa sociale di comunità” generando benefici collettivi attraverso la produzione di beni e servizi». L’operazione con la Tre Ell Srl è stata importante «per la responsabilità assunta da ognuno e per il grado di professionalità raggiunto». Il controllo qualità svolto dalla Tre Elle Srl definisce alto il prodotto uscito dalle mani degli occupati dalla cooperativa.

Scene da un Cantiere

Oltre all’assemblaggio meccanico, i settori di intervento riguardando anche le pulizie e la sanificazione dei luoghi, specie quelli pubblici, e l’orientamento e formazione pre-lavorativa. Su quest’ultimo fronte ARTEMISTA ha dato vita ai cosiddetti Cantieri. Si tratta di «contesti semi-lavorativi» dove le persone iniziano a sperimentare un futuro percorso lavorativo. Ai partecipanti viene poi rilasciata una scheda di valutazione che raccoglie osservazioni, punti di forza e caratteristiche della persona. «Nella filosofia di ARTEMISTA – si legge in un documento – ogni persona, ogni cosa e ogni relazione va curata e valorizzata: in questo modo tutto può essere riportato ad una dimensione naturale e umana». La Cooperativa ha rapporti stretti con la Caritas, Famiglia Nuova, Farsi prossimo, Il Ponte. 17 sono i dipendenti, alcuni dei quali soci-lavoratori. Prevalenti sono le donne: 13, di queste, una nigeriana è considerata la migliore nell’assemblaggio meccanico. Qualche anno fa la cooperativa ha anche gestito un bar a Montegranaro. Un’esperienza che, seppur conclusasi in un anno, è stata giudicata positiva sotto il profilo sociale.

Consegna degli attestati

Per il futuro, Stefania ne anticipa i programmi: una più decisa azione nel campo dell’orientamento e la sistemazione di alcuni locali per sviluppare il settore lavoro con un progetto che riguardi un servizio specializzato di assemblaggio anche per nuove aziende. A proposito di lavoro: la pandemia non ha fermato ARTEMISTA neppure un giorno.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì 10 giugno 2020

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