L’arte di costruire vetrate. L’arte di Giorgia Morbidoni

Il suo luogo ideale è la bottega. Una sorta di Regno di Fantàsia dove Giorgia Morbidoni pensa, riflette e crea. È lì, e proprio lì, in quel laboratorio che ha un sapore antico e pure moderno, dove le idee scaturiscono per prendere poi, gradualmente, una forma unica. Lei arriva, indossa il grembiule bianco che qualche macchia ce l’ha pure come residuo di precedenti lavori, mette le scarpe da tennis, infila i guanti… e la sua giornata s’illumina. Giorgia è un’artigiana vera, un’artigiana del vetro. Ed una artista sicuramente. La sua azienda si chiama “IRIDEA vetro arte”. La bottega si trova nella zona artigianale di Caldarola. A Caldarola Giorgia ha anche l’abitazione, al momento però indisponibile causa terremoto. Così lei s’è trasferita a Macerata con la famiglia e fa la pendolare quotidiana.

La nostra disegna, compone e costruisce vetrate artistiche, come gli antichi artigiani medievali. Vetrate dai diversi soggetti, dai mille pezzi di vetro messi insieme su telai di piombo. Un puzzle di colori miracolosamente assemblati che prendono le fogge di un pavone, di frutti, di balaustre elaborate che si aprono su sfondi di laghi e di colline, di donne nude e pur pudiche, di grandi croci attraversate dai gigli bianchi della purezza, di un Cristo deposto dinanzi alla disperazione di sua madre la Madonna. Potrei continuare all’infinito perché le opere di Giorgia sono tantissime dopo 34 anni di attività.

L’artista Giorgia Morbidoni

Ma quello che mi piace sottolineare è che ogni pezzo è il risultato del solo lavoro delle mani, le sole mani, usando un tagliavetro, una matita e un pennello. E lei quasi si scusa quando mi racconta di usare il forno in certi casi, per i vetri da fondere, dimenticando, forse, che il fuoco, e dunque il luogo del suo sviluppo, sempre sono stati associati a questo tipo di attività.

Le chiede della committenza. «È varia. Ma lavoro soprattutto per i privati. Poco per le chiese dove ci sono mille vincoli delle Sovrintendenze e quindi il tempo si dilunga». Mi racconta che qualche anno fa erano le vetrate piombate ad andar forte, oggi, invece, tocca ai vetri semplici. Scorro il catalogo virtuale e m’imbatto nelle cappe per lampade (lei parla del sistema della realizzazione “Tiffany”), nei piccoli specchi, in alcune specchiere e in altri complementi d’arredo. E m’imbatto anche in elaborate sculture che lei spiega realizzate in vetrofusione.

Giorgia si muove a due livelli: sviluppare e realizzare l’idea propostale da un committente, e assecondare la propria creatività dando vita ad opere che farà poi conoscere alla clientela. Ma qual è la cosa più bella che ha realizzato? «La cosa più bella è quella che ancora dovrò fare». La risposta è immediata, come se l’avesse già pronta. Eh sì, la nostra artista-artigiana è ipercritica su di sé: sempre alla ricerca del meglio. «Sempre pronta ad imparare, perché non si finisce mai di conoscere e di sperimentare». È la vita che continua, «se ci si fermasse sarebbe la fine».

Giorgia s’è diplomata all’Istituto d’Arte di Macerata dove ha frequentato poi l’Accademia delle Belle Arti. All’inizio della sua carriera ha partecipato a qualche fiera per promuoversi. Poi, non più. È bastato il passa-parola e il rapporto con altri artigiani. Ora però non le dispiacerebbe allestire qualche mostra. Il materiale c’è. La qualità è garantita. E il bello va divulgato… e raccontato.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 11 giugno 2020

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑