Massimo Cataldi: la storia di un libraio fermano. Dai Fiorentini a Piazzetta

47 anni da libraio. Un mestiere imparato cammin facendo. Una passione esplosa con il tempo. Una professione che ancora dà soddisfazioni. Sto parlando di Massimo Cataldi, 65 anni, titolare della carto-libreria EMME di corso Cavour a Fermo. Zona Piazzetta, «dove ancora c’è quel senso di comunità paesana» dice Massimo, che incontro nel suo negozio. Tre locali che hanno sempre una invitante vetrina delle ultime novità editoriali. Io sono di quelli che non acquista libri on line. Li debbo vedere, sfogliare, avere tra mano. Qui si può, anche con i più recenti.

Massimo e Luca Cataldi

Massimo ha avuto come “insegnanti” le sorelle Fiorentini. Terminata l’IPSIA, cercando lavoro, gli fu detto che la celeberrima libreria di corso Cefalonia, abbisognava di un aiutante. Presentazione, prova superata, e Massimo è entrato quasi per caso, sicuramente per necessità di impiego, nel mondo dei libri. Anno 1973. E maestre che, con il grembiule nero al bancone, e con serietà, professionalità, reputazione e qualità, hanno allevato il giovane all’arte dei librai.

Quattro anni dopo, il passaggio in proprio: l’apertura della libreria in corso Marconi. «Quegli anni sono stati buoni», racconta, e gli hanno consentito di farsi una famiglia. Nel ’79 si sposa con la signora Rita, che per anni lo ha sostenuto nel lavoro; nell’80 il primo figlio, Luca, nell’85 il secondo, Francesco. «Oggi, insieme a qualche altra bottega, faccio parte dell’arredamento di Piazzetta», spiega sorridendo. Ma non cambierebbe. Aveva ipotizzato ad una seconda sede in piazza del Popolo, poi è tornato sui suoi passi. La clientela è formata da «affezionati, scontenti dei centri commerciali e universitari bisognosi anche di fotocopie e materiale didattico in genere». Per quanto riguarda i libri, il 50 per cento delle vendite è di narrativa e saggistica, il resto è dato dallo scolastico che si concentra però nei soli mesi di settembre-ottobre. Come va il settore? «Ha vissuto tempi migliori». Ora c’è la concorrenza dei centri commerciali e di internet. «Ci sono poi state normative sulla scontistica fatte al contrario, dove si è favorito chi è già favorito e penalizzato chi lo è già: la libreria singola». Qualcosa è cambiato anche nella clientela, che «oggi vuole tutto e istantaneamente». Lui non lo sottolinea, ma anche l’attesa di un libro, un tempo, era già di per sé un piacere.

Gli domando se funge anche da consigliere. «Come no! C’è il cliente che viene qui con una idea ben precisa e c’è chi invece deve fare un dono e allora mi chiede, ed io mi informo sulla persona cui andrà, sui gusti, passioni, letture». Negli ultimi anni il mondo dell’editoria è mutato considerevolmente. Una rilevazione ISTAT del 2016 dava la presenza in Italia di 4516 case editrici piccole e medie cui andavano aggiunte le grandi. Situazione in fortissimo aumento in questi quattro successivi anni, tanto che qualcuno ha parlato di molte migliaia in più. Sono aumentati i lettori? No, aumentano gli scrittori. «A scapito della qualità. Oggi scrivono tutti». E le case editrici non pagano, ma si fanno pagare. Ora, a fianco di Massimo è arrivato suo figlio Luca. E la EMME è entrata in facebook e instagram. Forze nuove, nuove modalità.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 13 giugno 2020

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