Blue Maison. Cinzia e Manila: ottime sarte e un po’ anche psicologhe

Parafrasando una vecchia canzone, scrivo: Son tutte belle le donne del mondo… Aggiungendo: qualsiasi taglia esse indossino. E mai nessuno dovrà storcere il naso se le misure richieste vanno al di là dei modelli stereotipati o imposti dal pensiero dominante, il tanto citato mainstream. È quello che pensano Manila Talamonti e Cinzia Pizzichini che, a Montegranaro, lungo la Fermana Nord, hanno aperto Blue Maison, atelier di abiti da sposa. La loro storia inizia 16 anni fa. In precedenza, erano state colleghe a Tolentino presso una grande azienda che produceva abiti da sposa venduti in tutto il mondo. Loro però desideravano qualcosa di peculiare: un’attività che prendesse spunto dalla propria creatività e fosse a diretto contatto con le future spose. In modo da poter soddisfare i loro gusti, i desideri e, perché no, condividerne la festa.

Cinzia (a sx) e Manila

Così, hanno fatto il passo decisivo, prima con un laboratorio in via Fermana Sud, da qualche anno con l’atelier di quella a Nord.

E due anni fa è arrivata la svolta: realizzare abiti anche per taglie che vadano oltre quelle del mainstream. Non un ghiribizzo venuto così all’improvviso. Ma una scelta conseguente ai tanti racconti di ragazze poco soddisfatte o addirittura intristite dai trattamenti ricevuti altrove.

«Lei avrebbe bisogno di una taglia 44, o forse più…» E lo sguardo di certi commessi, ed anche di certi titolari, inizia ad incresparsi, come se, per dirla con Enzo Jannacci del “Se me lo dicevi prima”, ci fosse solo «bisogno della gente giusta», dalle taglie omologate. E allora Manila e Cinzia, avendo raccolto certi sfoghi, hanno iniziato a produrre altro, altre taglie, fuori dall’omologazione, con la convinzione che «non ci sono donne sbagliate», che «tutte sono belle comunque», che «tutte sono delle principesse». Un lavoro di sartoria ed anche un lavoro quasi da psicologhe per dare «nuova consapevolezza» a quelle giovani che si son viste altrove uno sguardo supponente ed altezzoso.

Tra i migliori alleati di Blue Maison vanno annoverati facebook e instagram. L’iniziativa sartoriale è piaciuto e molto apprezzate sono state le dirette internet per dare nuova coscienza alle fuori taglia. Così gli ordini sono fioccati, dal Piemonte alla Sicilia. Ma come si fa a desiderare di avere un contatto umano se c’è solo l’intermediario della Rete? Si fa altrimenti. Così le nostre due sarte-psicologhe hanno iniziato a viaggiare per l’Italia fissando appuntamenti alla clientela in negozi e boutique che condividono la loro filosofia. Da ottobre 2019 a febbraio scorso, prima del blocco da virus, hanno realizzato eventi a Torino, Milano, Este, Padova, Latina, Teramo, Caserta… Poi il covid le ha bloccate. Ma solo per il momento, perché già stanno con le valigie in mano.

Com’è andata? «In modo che ci ha sorprese. Quasi tutte le ragazze incontrate hanno acquistato i nostri abiti approvando la nostra impostazione». E qual è il colore che più è andato? «Il vestito bianco che, nonostante sia ritenuto un colore non proprio adatto a certi fisici, se adeguatamente realizzato non crea alcun problema». La massima soddisfazione è stata quando una ragazza ha detto loro: «Non avrei mai pensato che il colore bianco mi stesse proprio bene». Frantumato il mainstream! Brave!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 18 giugno 2020

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