GENTE DI CAMPO. La Ninfea della qualità

“Ninfea azienda agricola”. L’insegna campeggia lungo la strada Faleriense, all’altezza di quello che fu il ristorante Helios. Siamo in territorio di Monte Urano, in contrada Sant’Isidoro. Due alti pini danno frescura allo spiazzo dinanzi al punto vendita ricavato nella parte ovest dell’edificio. Mi incontro con Nadino Mercanti, padre di Deborah, la titolare dell’azienda agricola. Lo spazio è ampio. È stato preso in affitto. L’apertura risale a gennaio scorso. Due mesi di lavoro poi sono arrivate le restrizioni domiciliari per gli italiani. Ma la gente nostra non si perde d’animo. Così Nadino inizia le consegne a domicilio. Il suo pulmino è capiente. I prodotti della Ninfea sono soprattutto ortaggi: insalate, pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli, melanzane… Le coltivazioni vengono effettuate in due ettari e mezzo di terra situata in parte a Monte Urano, nella zona pianeggiante, e a Girola di Fermo. Le cassette arrivano nelle case di clienti di Monte Urano, Torre San Patrizio, Fermo, Pedaso, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare…

Anche oggi che la cattività casalinga è terminata, alcune consegne continuano a domicilio. Il punto vendita però va, funziona, i clienti sono tornati ad acquistare direttamente in negozio. Nadino non si lamenta.

Affidandosi ad una collaboratrice: Manuela Brandi, la Ninfea ha fatto un grosso lavoro in rete. È presente su facebook, su instagram. Le foto sono accattivanti. Richiamano.

Oltre agli ortaggi c’è la frutta. Quella che non è coltivata in proprio arriva al punto vendita da rinomate aziende agricole della Valdaso. Tutte certificate in biologico. Vengono scelte con accuratezza.

In questo momento, muovendomi tra gli scaffali, vedo meloni, cocomeri, e poi pesche bianche, percocche, nettarine, Saturno, fragole, prugne, albicocche e ciliegie. «Tutto locale – garantisce Nadino – e tutto senza pesticidi». La scommessa è su bontà e qualità. Di ciliegie, prugne, pesche e albicocche, la Ninfea ha realizzato marmellate con il logo omonimo. I consumatori hanno apprezzato stando, quanto meno, al gradimento espresso in internet.

Il punto vendita ha cercato di soddisfare anche altre richieste, guardando avanti con lungimiranza. Così, tra ortaggi, verdure e frutta, gli scaffali presentano molti prodotti dell’agro-alimentare locale: la farina di granturco per polenta dell’azienda Gionni, quella di Jervicella della D’Alesi, i legumi di Colfiorito. Non mancano i vini. Provengono dal Casale Vitali di Montelparo e dalla Cantina Ortenzi di Fermo. Da Tolentino: azienda Dedoni, arriva invece il formaggio pecorino. La flagranza attira.

Per la clientela più golosa ci sono poi le porchette e le galantine realizzate dalla macelleria Vicerè di Gualdo, che viene considerata tra le migliori delle Marche sud.

Voglio chiudere con l’olio. La Ninfea ne produce un quantitativo limitato. Perché limitati sono gli ulivi. Ne sono cresciuti una ventina. L’olio che se ne ricava è un brand dove spicca però il leccino.

Insomma, parola d’ordine: chilometri zero. E sul serio!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 10 luglio 2020

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