GENTE DI CAMPO. Il sidro futurista

Chissà che ne direbbe Filippo Tommaso Marinetti. La domanda è legittima quando si parla di Futurismo. Perché da qualche settimana gira una bella bottiglia, con un contenuto particolare ed una etichetta che lo è ancora di più, e che recita: sidro futurista. Il sidro è una bevanda quasi del tutto scomparsa nel nostro paese. La conoscono soprattutto le nazioni del nord: Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi. Ma si beve anche nelle regioni francesi di Normandia e di Bretagna. Risale al Medio Evo e, con tali natali, non poteva esser gradita a chi il passato voleva solo picconarlo. Però, eterogenesi dei fini, quel che era un passato ormai scordato, può diventare una risorsa per il futuro. D’altronde, diceva Giuseppe Verdi: «Il futuro ha un cuore antico». Così quattro uomini, il più adulto di 41 anni, il più giovane di 34, hanno pensato bene di rilanciare il sidro. Lo sapete: il sidro è dato dalla fermentazione delle mele (e solo a volte delle pere). E quali di migliori ci sono oggi in Italia se non le mele rosse dei Sibillini? Da questa consapevolezza e con uno sguardo proiettato in avanti dovuto anche ai numerosi viaggi in Francia, in Inghilterra, in Olanda, etc. etc., il quartetto è partito per la prima produzione del sidro futurista. Cristiano Del Rosso, Francesco de Robertis, Eros Paradisi e Cristian Barchetta hanno costituito la Marche Sidro Srls.

Il futuristi del sidro

Quindi hanno individuato un locale molto suggestivo aperto anni fa per la vendita di prodotti agro-alimentari della Terra di Marca. Si tratta della parte sottostante il Fienile, la costruzione che richiama i vecchi fienili di campagna, e che si trova a Smerillo lungo la strada che porta ad Amandola. Al telefono dall’Olanda, Cristiano mi racconta di come è nata l’idea. Il progetto risale al 2017. Nel 2018 è stata costituita la società e nell’estate-autunno 2019 si è provveduto alla prima fermentazione delle mele rosa. Mele che vengono acquistate dai contadini di Amandola, Smerillo e Monte San Martino, e che ricadono nella zona del presidio Slow Food dove i meleti scelti si trovano solo ad una certa altezza e non sottostanno a concimazioni chimiche. «La nostra intenzione – dice Cristiano – è quella di sviluppare una bevanda nuova per l’Italia, frizzante, genuina, prodotta dalla fermentazione appunto della mela rosa ed anche di un blend di antiche varietà, che raggiunge i sette gradi, senza zucchero, senza glutine e senza lattosio». Molto elegante è la bottiglia che assomiglia a rinomati brandy.

Tornando al Futurismo, i “sidraioli” di Smerillo così definiscono la loro filosofia: «Una forza distruttrice-creatrice che genera un nuovo concetto del bere raffinato: un drink grintoso come la birra ma ammantato dell’eleganza del vino. Futurista perché il sidro venne messo al bando negli anni del Futurismo e scomparve. Vogliamo riscoprire questo sofisticato nettare del paese che vanta la più alta biodiversità di mele: l’Italia».

In queste settimane il quartetto si sta muovendo per trovare distributori interessati. Intanto è iniziata la vendita on line.

Per quanto riguarda i nuovi progetti l’intenzione è quella di diversificare la bevanda cambiando il tipo di lievito, facendo fermentare le mele in botti di rovere, pensando a spumantizzarla. Novità, insomma, che coniugano passato e futuro.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 24 luglio 2020

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