LE IDEE DEGLI ALTRI. A Capodarco un Parco culturale: gli Alberelli

C’è una zona di Fermo che potrebbe trasformarsi in un Parco Culturale. È la zona degli Alberelli. Il progetto non è nuovo. È stato approntato oltre dieci anni fa dall’Associazione R&V-Territorio oggi presieduta da Francesca Luzi succeduta a suo padre Piero. I promotori hanno ipotizzato una porzione ampia che da Capodarco si spinga a ovest verso Monte Urano e Sant’Elpidio a Mare, a nord verso Porto Sant’Elpidio e ad est verso Lido di Fermo. Quando è stato redatto, l’attenzione politica per l’ambiente era poco sviluppata. Così l’Associazione, che invece su questa tematica era molto più avanti, s’è trovata di fronte istituzioni poco sensibili.

Oggi le politiche europee sono più attente al verde, anzi la scelta green sta diventando vincolante per gli stati membri dell’Unione. Capita allora che gli amici dell’Associazione sentano l’impulso a rilanciare, rispolverando il vecchio-nuovissimo progetto, stavolta arrivando giusti come sensibilità collettiva. Rilanciare e contribuire ad un modello di sviluppo diverso. Il Parco Culturale Alberelli comprenderebbe l’area tra le località di San Michele, San Tommaso, Capodarco e San Marco alle Paludi.

«Zone – spiegano i componenti – a carattere prevalentemente agricolo ma interessate a presenze storiche e storico-architettoniche notevoli, così come notevoli sono i valori paesaggistici da tutelare e valorizzare». Tutelare, valorizzare e mettere a sistema. Queste le intenzioni. Quattro sono le categorie su cui intervenire: «chiese, conventi, edifici dalle caratteristiche eccezionali rispetto al contesto, edifici ed aree sottoposti a tutela; insediamenti rurali diffusi, come le case coloniche per lo più isolate e a carattere sparso; i borghi minori consolidati come Monte Secco e Contrada Casciotta; infine, la qualità diffusa del paesaggio in tutte le sue sfaccettature, comprendendo i saperi e i prodotti locali». Il primo passo è la creazione di un sistema di itinerari tematici: percorso del silenzio, percorso dell’enogastronomia, percorso della terra, etc. I tracciati esistono già. Gli aderenti all’Associazione hanno passato settimane a riscoprirli. Così come hanno individuato quelli più antichi, consultando in biblioteca a Fermo e negli archivi privati documenti e studi sui cammini romani e medievali. «Impostata la rete integrata dei percorsi, il Piano focalizza gli interventi di recupero di complessi edilizi rurali degradati, indica la possibilità di allestire fonti di energia rinnovabili e l’utilizzo di sistemi costruttivi ecocompatibili e tecnologicamente innovativi».

Lungo una stradina per nulla frequentata che riporta a Capodarco, una vecchia cava potrebbe diventare, secondo le intenzioni, un vero anfiteatro avendocene già la forma. E, poco più sopra, potrebbe ospitare un villaggio di case in legno: il villaggio, appunto, eco-compatibile. Scendendo ancora di più nel dettaglio, il Parco Culturale Alberelli mira a rivitalizzare e riqualificare la zona storico-archeologica a ridosso dell’autostrada, definire le bordature della provinciale e della A14 per mezzo di piantumazioni e filari a medio e alto fusto con essenze autoctone coerenti con quelle già esistenti nel parco di Vallescura; acquisire al pubblico un lotto dove insiste una originale cisterna tardoromana che portava acqua al navale sottostante; riqualificare la terrazza panoramica con attrezzature per ospitalità. E il tutto tra il verde, le colline e lo splendido specchio di mare dinanzi. Una buona vita!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 29 luglio 2020

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