MINORI PER MODO DI DIRE. Viola e sigaro. Musicisti e tabacco. Le passioni di Daniele Vallesi

Il viso è buono. Il “dire” arguto e, a volte, provocatorio. Due le passioni: la musica e il fumo, diventate lavoro e professione.

Ed ora, da qualche settimana, un libro, dal titolo “Smoke & play”. L’autore è Daniele Vallesi, 41 anni, di Civitanova Marche, marito e padre di due figli. A otto anni, Daniele inizia lo studio del violino. Qualche tempo dopo cambia. È il suo maestro Edoardo Perpich a spingerlo verso la viola. Fatto! Non chiedetegli delle istituzioni musicali. Ha un giudizio che è meglio non riportare. Lo potrete leggere nella sua biografia semiseria.

Il giorno dopo il diploma al Conservatorio Pergolesi di Fermo, riceve una telefonata del maestro Alfredo Trebbi, che gli chiede: «Da domani che c… fai?». «Sto in vacanza», risponde Vallesi. E l’altro: «No, tu domani mandi la domanda per partecipare all’audizione per entrare nell’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole». Daniele ubbidisce «altrimenti chi ti sopporta più». E riesce. Grande esperienza, che diventa ancora più grande con l’Orchestra “Cherubini” diretta da Riccardo Muti. Si gira molto, si suona tanto. Poi, altre orchestre. Purtroppo l’Italia non investe in questo campo e le esibizioni diminuiscono. Occorre inventare novità. Cosa? Rendere lavoro l’altra passione: il fumo. Nasce così GustoTabacco, un sito dove si parla anche di sigari e pipe ovviamente. Il decollo è quasi immediato. Vengono fuori le prime pubblicazioni: Innamorarsi della pipa, Home Blending, Guida dei tabacchi per pipa, Gusto Italiano, Parole in fumo, Rivista dei sigari nazionali.

Daniele Vallesi, musica e fumo

Ed ora tocca a “Smoke & Play”, come si diceva, nato nel periodo del restringimento casalingo. Cos’è? È un percorso di abbinamento musica/tabacco con il quale l’autore cerca di trasmettere le emozioni che ha vissuto ascoltando o suonando un determinato brano. «A queste sensazioni io lego – spiega Vallesi – sempre un buon tabacco». L’apertura è con il compositore francese Camille Saint-Saëns il cui “Carnevale degli animali” può essere ascoltato con in bocca un Mezzo Tormabuoni Nazionale, sigaro semplice. Per la musica di Gershwin, eccetto Porgy and Bess, l’autore preferisce «sigari dagli aromi dolci… Il Joya De Nicaragua Antano 1970 Lancero o il Don Pepin Gargia Original Lanceros». Le composizioni di Leonard Bernstein parlano d’amore e di passioni. Cosa abbinarci? Vallesi non ha dubbi: «Il Sobremessa Cervantes fino o il Cohiba Behike». Ed è la volta delle opere di Ennio Morricone cui si addicono sigari caraibici come il Camacho Triple Maduro o il La Aurora ADN. Ogni compositore un sigaro: Cat Stevens abbinato al AJ Fernandez Last Call; Miles Davis con il Tornabuoni Orciolo. Mozart è complesso: per “Così fan tutte”, Vallesi propone il CAO Pilon o il Davidoff Millennium; per il “Don Giovanni” va egregiamente un Toscano Originale, per la “Messa da Requiem”, «credo che la cosa più corretta sia non fumare». Ci sono poi Donizzetti, Mahler, Verdi, Puccini, Williams, Beethoven, Brahms, Smetana, Bizet, Bach, Dvořák,Walton. Non mancano i cantanti di musica leggera con gli abbinamenti ritenuti più consoni. Tra loro Bob Dylan, che cantava: «Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore».

Ad Ezio Bosso il compito di chiudere il libro con «La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare»: E gustare un buon tabacco. Non un incoraggiamento, ma una educazione.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato, 29 agosto 2020

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