Laudato si’. Iniziative all’Abbazia di Fiastra. Il creato da riscoprire

L’Abbadia di Fiastra potrebbe diventare un Centro studi riguardo all’ambiente, ovverosia, al creato. Carta fondante sarebbe la Laudato sì, la lettera enciclica di Papa Francesco pubblicata nel 2015.

A farlo pensare è l’iniziativa che si svolgerà nelle prossime quattro domeniche, dal 6 settembre al 4 ottobre, in occasione della 15esima Giornata per la custodia del creato. A proporla sono state l’arcidiocesi di Fermo e la diocesi di Macerata. Di che si tratta? Di quattro momenti, con altrettante riflessioni, a contatto con la natura. La prima domenica, i partecipanti si ritroveranno alle 7,30 all’Abbadia per poi trasferirsi alla cappellina di Villamagna dove, all’aperto, sarà celebrata la santa messa, che verrà riproposta di domenica in domenica ad ogni fine trasferimento.

Abbazia di Fiastra

Per il 13 settembre, sempre con appuntamento all’Abbadia, si prevede di raggiungere a piedi il laghetto Le Vene; il 20 settembre la destinazione sarà il fiume Fiastra; il 27 ci si muoverà verso la fattoria La Selva, con un concerto strumentale e vocale – Laudato si’ – alle ore 16 proposto dalla Birbanda di Santa Croce di Macerata. In chiusura, il 4 ottobre, festa di san Francesco, alle ore 8,30, i partecipanti potranno visitare il complesso monastico e assistere alla santa messa nella chiesa abbaziale. Oltre al parroco del luogo: don Alberto Forconi, la proposta ha coinvolto le Pastorali del lavoro e le Pastorali giovanili di Fermo e Macerata.

La lettera enciclica, editata nel 2015, fece molto discutere e portò simpatie a papa Francesco da ambienti “lontani”.

In un passaggio del documento, il pontefice, riprendendo gli intendimenti di Giovanni Paolo II, invita ad una conversione ecologica e ad una autentica ecologia umana. Citando invece Paolo VI, sottolinea che: «Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, l’uomo rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione». Parole che oggi appaiono più che profetiche.

Va ricordato che il primo convegno nazionale sulla Laudato si’, dal titolo: “L’enciclica in piazza, il Creato al centro. Dialogo tra amanti della buona vita”, ad appena due mesi dalla pubblicazione, venne organizzato proprio nelle Marche, ad Alteta di Montegiorgio, borgo medievale spopolato e immerso nel verde. I promotori: l’associazione Antichi sentieri-Nuovi cammini e il Laboratorio Piceno della Dieta mediterranea presero le mosse da quel passaggio dell’enciclica che recita: «Non si addice ad abitanti di questo pianeta vivere sempre più sommersi da cemento, asfalto, vetro e metalli, privati del contatto fisico con la natura».

Alcuni laici-cattolici hanno poi pensato alla possibilità, qualora ci fosse una benedizione dell’arcidiocesi, di rendere il santuario della Madonna dell’Ambro un centro di ricerca e sperimentazione di iniziative legate alla natura, all’ambiente e al silenzio. In una parola: ad una nuova mentalità che sappia, recita ancora l’enciclica, «… integrare la storia, la cultura e l’architettura di un determinato luogo, salvaguardandone l’identità originale» Il genius loci, insomma o, meglio, la “forza verde” della monaca benedettina Hildegarda di Bingen.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 4 settembre 2020

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