Ristampa di Fiorile, rivista della sinistra. Quando si dibatteva

Correva l’anno 1996, Ottobre precisamente. Ottobre (come la Rivoluzione): e non poteva essere diversamente quando usciva in formato grande e bella cura grafica la “Rivista di cultura e politica del Fermano”. Il titolo contiene già tutto un programma: Fiorile, come l’ottavo mese del calendario rivoluzionario della Francia post 1789. Una rivista di sinistra, con prevalenza del rosso negli articoli, diretta da Ariano Falzolgher, con in redazione Jimmi Borrero, Luciano Ciccola, Gianni Cisbani, Gianluca Del Papa, Mariella Luciani, Alessandro Marcotulli, Silvia Strappa, Gilda Traini, e diversi collaboratori

Su uno dei primi numeri, alla destra (ops!) del titolo, campeggiava una frase del russo Cechov: «Non spianare, non limare, ma sii forte e coraggioso».

Perché ne parliamo a distanza di 24 anni? Perché il già senatore Giorgio Cisbani ne ha voluta una ristampa. Vale la pena sfogliare quelle pagine che, per i ritmi moderni sono come l’invasione degli Hyksos in terra egizia: un’eternità fa!, ma per respiro culturale e interesse ai problemi sociali, economici, politici, sono di interesse odierno. Forse – ma qui siamo nel campo delle ipotesi – la riproposta viene fatta in un momento in cui la sinistra sembra accusare qualche colpo o distrazione nei confronti della cultura, e nazionalmente soggiacere agli obiettivi dei 5 Stelle. Non è un caso che tra i temi trattati da Fiorile ce n’erano uno, ricorrente, sulla “Sinistra e lo stato sociale del Terzo Millennio” ed un altro sull’Azienda sanitaria locale «quando l’efficienza diventa un miraggio». Sempre guardando al Terzo millennio, una paginata veniva dedicata ai “Nuovi processi economici e lavoro” con una intervista allo storico, sociologo e politologo Marco Revelli. Non mancavano le rubriche di poesia e di arte. Una effervescenza notevole.

«Forse, a suo tempo – scrive Giorgio Cisbani, presentando la riedizione promossa dalle Edizioni del Vicolo Lungo – Fiorile predicò nel deserto, ma questo è un altro discorso…».

Sempre delle Edizioni del Vicolo Lungo, è uscito di recente, rieditato, un volumetto scritto dal già senatore, con il titolo “Ho incontrato Lula”. Un incontro risalente al 2010, a Salvador, anche se di pochi istanti.

L’idea di riproporlo è scattata dopo la visita dell’ex presidente del Brasile, a febbraio scorso, a Roma dove Lula ha incontrato papa Francesco e successivamente la triplice sindacale: CGIL-CISL-UIL.

L’importanza del volumetto è data da tre fatti. Uno riguarda la città di Fermo dove Lula, il 3 dicembre del 1995, partecipò nell’ex chiesa di San Martino ad un convegno sui Diritti Umani. Un altro aspetto è quello delle mancate riforme. Un terzo riguarda la Chiesa Cattolica. Cisbani riprende un articolo di Maurizio Chierici. L’ex del Corriere della Sera poi al Fatto quotidiano, evidenziava già dieci anni fa «un fenomeno religioso e politico, che nel tempo si rafforzerà, riguardante la crescente affermazione popolare degli Evangelici e il conseguente declino della Chiesa Cattolica in Brasile». Sette evangeliche, protestanti, che, secondo Cisbani mutuante il giudizio di Chierici, costituiscono «l’architrave popolare della destra parafascista del presidente Bolsonaro».

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato 3 ottobre 2020

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