Chiamateli “I Mezzadri”. Sono giovani, preparati e curano le vigne

Giovani, titolati, e pieni di voglia. Sono due ragazzi: si chiamano Paolo Penza e Luca Camerlengo. Hanno entrambi 21 anni, abitano a Corridonia. E hanno frequentato la stessa scuola: l’Agraria di Macerata, specializzandosi, con il sesto anno, in enologia. Da alcuni mesi – esattamente a fine febbraio scorso – hanno dato vita alla loro impresa, battezzandola come “I Mezzadri”. Gente di campagna, gente di campo. E gente di cantina. Eh sì, perché i nostri vogliono entrare con sempre più decisione in questo settore: vigne e vino. Tra l’altro, al diploma hanno presentato una tesi sperimentale, molto apprezzata, sul tema del recupero dei vigneti, specie di quelli abbandonati da tempo o non più gestiti da poco perché gli agricoltori si sono fatti anziani e non se la sentono di continuare.

Per cominciare, hanno preso in affitto in contrada San Giuseppe di Corridonia due ettari di vigna. Un bel luogo, una bella terra. Che cosa hanno fatto? In primo luogo hanno proceduto alla pulizia. Poi, alla ripotatura. Hanno raccolto anche dell’uva, «uva bianca, vitigni locali», precisano, appoggiandosi per la produzione vinicola alla cantina Sant’Isidoro di Colbuccaro. 30 quintali: non male come apertura.

I Mezzadri con il loro patron

A marzo prossimo ci sarà la prima imbottigliatura, con l’etichetta proprio de I Mezzadri. Il primo vino vorrebbero dedicarlo ad una persona che sta loro molto a cuore, che è stata di esempio, un maestro e quasi un padre: Marino Giacomini, più famoso come De Pignà.

La passione enologica, trasformata in lavoro, arriva dai tempi della scuola, quando venivano organizzati «importanti tirocini». Come quello nella cantina Colle Santo Stefano a Castelraimondo, o l’altro nella Valpolicella, «dove si andò – spiega Paolo – a vendemmiare». Proprio quella vendemmia in Valpolicella portò sì esperienza di cui far tesoro, ma anche una forte domanda su di sé: Che vogliamo fare in futuro? Vogliamo impegnarci in qualche modo?

«Eravamo stati bravi operai – aggiunge – però avremmo voluto fare in proprio, scommettere su una cosa nostra, non sottostare a decisioni altrui ma decidere in prima persona». Così la macchina s’è messa in moto. Qualche contributo è arrivato dalla famiglia, qualche sostegno è stato trovato in giro, e I Mezzadri hanno iniziato ad operare. La scelta del nome è probabilmente un retaggio culturale: la mezzadria, checché se ne dica, è stata un momento importante per le nostre campagne.

Per reggere la neonata aziendina c’è stato bisogno di svolgere anche altri servizi. Come la pulizia del verde e la gestione e potatura degli olivi.

Così, sono stati chiamati dai privati a sistemare giardini e piccoli parchi. Le richieste sono arrivate da Porto Sant’Elpidio, Castelraimondo, Civitanova Marche e avanti così.

Per gli ulivi, si è proceduto con la gestione. Oggi Luca e Paolo si occupano di circa trecento piante dl tipo diverso di oliva: dal Piantone di Mogliano al Leccino. In prospettiva potrebbero prendere in affitto altri uliveti.

Tra le loro intenzioni però c’è quella, molto sentita, di aprire una cantina in proprio.

Allora: alla salute, ragazzi, brinderemo presto con il vostro vino.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 9 ottobre 2020

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