Due giovani artigiane-artiste per una officina: l’Officina 58

Officina 58. La s’incontra lungo Corso Cavour, a Fermo, al civico, appunto, 58. Una vetrina, due stanze a prima vista, e oggetti d’arte in esposizione. Sembra un atelier. È anche un laboratorio. Me lo conferma Simona Bianchini, una delle due socie: l’altra è Carla Cicconi. Nei periodi di pandemia le due artigiane – artiste sono andate in Officina un po’ meno rispetto all’usuale.

Il nome di Officina lo hanno scelto proprio perché, spiega Simona, rimanda ad «ingranaggi mentali che sono in movimento». Qualcosa di attivo, organico, e integrato.

Le nostre artigiane-artiste al lavoro

Le nostre due giovani (più grande Simona, più piccola Carla) operano nel restauro ligneo e pittorico, effettuano decorazioni d’interni, di mobili, svolgono lavori di doratura, pirografia, riciclo creativo e altre cose come la decorazione delle uova pasquali ad esempio.

Le ho cercato per diversi giorni. Erano occupate in un cantiere. Il primo incarico che le ha viste insieme è stato, nel 2013, quello nell’ex chiesa di San Filippo a Fermo. Montate su scale e ponteggi hanno effettuato un gran lavoro di pulitura, conservazione e restauro. La sera, scendendo per tornarsene a casa, hanno notato un locale sfitto quasi davanti alla “loro” chiesa. «Perché – si sono dette – non proviamo ad aprire una bottega tutta nostra?» La consonanza ideale c’era, la collaborazione pure, l’amicizia non mancava, e così si sono buttate nell’impresa. «Avere un laboratorio proprio è come stare a casa. Non si bada agli orari, non si avverte la fatica».

Dopo San Filippo è arrivata la pittura parietale del Teatro Filarmonici di Ascoli Piceno. E poi, con la sola passa-parola, la committenza è cresciuta e il lavoro oggi non manca. Arrivano anche clienti che vogliono restaurare armadi antichi o mobili in arte povera. Hanno anche provveduto a recuperare e decorare, con soddisfazione di tutti, due meridiane (una astronomica e una italica) sulle pareti esterne di una casa gentilizia nella campagna di Falerone, oggi Agriturismo Bonfigli, a due passi dalla chiesa di San Paolino, «un angolo di paradiso» lo hanno definito.

Entrambe provenienti dall’Accademia delle Belle Arti di Macerata, hanno inoltre ambiti di intervento diversi. Carla è provetta nella pirografia, che è una «tecnica d’incisione, per mezzo di una fonte di calore, su legno, cuoio, sughero o altra superficie, usando punte di ferro arroventato». La sua specialità è soprattutto l’intervento sul legno. Originali due suoi lavori su tavoletta riproducenti Yoda (il personaggio di Guerre Stellari) e Bob Marley, senza dimenticare il tenebroso Alien.

Simona dipinge con la tecnica dell’affresco nella commistione dei materiali.

I loro lavori vengono esposti oltre che nell’Officina, anche in occasione dei mercatini estivi e natalizi.

Due i prossimi obiettivi. Il primo riguarda i bambini. Li vorrebbero avere in bottega o andare nelle loro scuole per insegnare le tecniche del restauro, pittura e incisione. Il secondo è quello di sviluppare la promozione e vendita on line.

Intanto, vogliono tornare in Officina. Alla domanda cosa dicono i loro amici? Simona risponde: «Che siamo piuttosto brave ma che dovremmo farci pagare di più». Poi sorride, con in braccio Greta, che ha due anni e una vita davanti per imparare a restaurare bene come sa fare la mamma e l’amica di sua mamma.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 22 ottobre 2020

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