La Mongolfiera che fa sognare. Poesia e musica di personaggi di casa nostra

Una donna, giovane, dai capelli lunghi e scuri; un uomo, poco più alto di lei, poco più adulto di lei. E poi, un paesaggio di quasi montagna. Forse un borgo, dai colori autunnali, caldi: una casa, alcuni, tetti, un campanile che si slancia al cielo. E le montagne attraversate da stormi di uccelli. È probabilmente un ultimo tramonto prima dell’inverno. Poi, all’improvviso una mongolfiera. La coppia che vi sale, il pallone che s’innalza. Voglia d’infinito.

Il cantautore Diego Mercuri

E la voce canta: «A te che la casa costruisci con lacrime e mattoni e sosta oramai non conosci. A te che con le mani sorreggi il piccolo mondo tuo e a denti stretti il focolare proteggi. A te che, quando le mura cedono, d’improvviso t’accorgi che le tue piccole mani tremano..». La canzone è in inglese. E le parole tratte da una poesia così continuano «Vorrei una grande mongolfiera per salire sopra casa tua e portarti via stasera. Sempre più in alto ove si sente l’aria fina nella mente e giù tutto il resto è niente». Alla chitarra e alla voce c’è Diego Mercuri, sangiorgese. L’abbiamo già conosciuto. Per anni è stato la voce di Bruce Springsteen: concerti in mezza Italia. Identico. Ora Diego veleggia anche altrove. Scrive testi suoi propri, li musica, li interpreta, prende ispirazione battendo la montagna e guardando il dolore per la perdita improvvisa di suo padre. Anche Adriano Mecozzi ci è noto. Per alcuni libri di economia e storie di paese. Anche lui, commercialista di professione, amandolese di nascita e residenza, veleggia altrove. Nel campo della poesia, ad esempio, e non è la prima volta.

Adriano Mecozzi

Così Diego e Adriano, che non si conoscevano, si ritrovano in un giardino. Diego è in concerto. Il cantante colpisce. Adriano diventa curioso. «Tu che fai?» «E tu che fai?» Le domande si intrecciano. Gli interessi si sommano a partire dall’amore per la propria terra, la famiglia, la donna. «Io canto». «Io scrivo poesie». «Perché non…». «Sì, massì». In un giorno di tristezza, Adriano ha poetato per la sua donna… «Ti farò vedere da lassù il grano dorato e il mare blu. Ti farò vedere quella giostra d’ombre e colori che è la vita che gira sempre senza sosta». C’è bisogno forse di una mongolfiera che ci stacchi un attimo dal presente e ci porti in alto, da dove le cose si vedono altrimenti. Diego è entusiasta: sì le parole sono giuste, sì amo anch’io allo stesso modo, sì anche io mi interrogo «E cosa ci manca amore mio quando arriva la sera cosa ci manca lo sa solo Dio. E allora venga il misterioso vento che lontani ci porti dalla paura e dallo sgomento. Così a casa ritorneremo e senza rimpianti né tormenti e quelle vecchie mura aggiusteremo».

La musica sgorga conseguente alla poesia. E poi arrivano Cristian Regnicoli e Luigi Ippoliti, il primo arrangia il pezzo, al secondo spetta il componimento musicale. Manca ancora qualcosa: un video! Ed ecco Giulietta Natalucci, ragazza di Diego, grafica, laureata all’Accademia di Belle Arti. Il suo tratto convince, è fresco, puro, bello.

Nasce La Mongolfiera. Che decolla. Che va. Facendoci sognare insieme. Perché insieme i sogni diventano realtà.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Sabato 21 novembre 2020

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