Il pediatra dei semi: Daniele Vecchiotti

«Si metta gli scarponi: qui è tutto fango!». Mi avverte così, al telefono, Daniele Vecchiotti, classe 1991, agricoltore. Li indosso e raggiungo la sua terra a Magliano di Tenna. Il luogo è stupendo: poggio San Gaetano. Un’altura che si apre sulla piana del fiume. La collina è dolce, e il fango, come avvisato, certo non manca. Daniele, gli scarponi li ha già belli che inzaccherati. In testa, un copricapo chiaro che, insieme ad un orecchino al lobo sinistro, lo rende somigliante ad un pirata della Tortuga.

Tra due esami avrà superato anche la laurea magistrale in Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Intanto, sempre con la sua università: la Politecnica delle Marche, sta portando avanti una sperimentazione sulla cipolla per sconfiggere la peronospora descructor, un maligno parassita. Lui ci sta preparando un articolo scientifico.

Dieci ettari di terra, tra collina e pianura, la più parte presi in affitto, sono a disposizione dell’omonima azienda agricola nata a gennaio del 2015, quando Daniele aveva 24 anni. La passione contadina gli deriva dai nonni Dario e Milena. Dario lavorava le terre degli Ilari (Mattorò), Milena curava l’orto. E Daniele – avrà avuto sette/otto anni – ammirava d’estate le enormi macchine per la raccolta del grano. E sgranava gli occhi. Lo stupore gli è rimasto. Anche se, un attimo di indecisione ce l’ha avuta iscrivendosi all’Università. Due le opzioni: medico, per diventare pediatria, o agronomo, per continuare ad essere “contadino”. Scelta la seconda, «ho voluto fare uno scatto in avanti: costruire dal nulla una azienda agricola, avvalendomi di un primo pezzo di terra appartenente a mio padre Luciano, che è cuoco». Così, Daniele ha iniziato a coltivare grano. Cinque ettari prima, dieci successivamente. Ma non solo grano, oggi. Giriamo i campi. Daniele si è specializzato nella coltura dei semi: dal coriandolo alla rapa, sino alle cipolle. I semi li vende ad una grande azienda che li elabora e li immette sul mercato internazionale. Anche l’Asia viene raggiunta. Non è insolito incontrare a Magliano di Tenna tecnici giapponesi che controllano la crescita dei bulbi di cipolla. Alle nostre spalle, più in alto, si stagliano oltre cento ulivi. Daniele punta anche sull’olio, d’altronde è un ambito che conosce essendo capo tecnico in un frantoio vicino. Il suo olio è un blend di Piantone di Mogliano, Rosciola, Pendolino, Dritta, Mignola, Ascolana. Un marchio ancora non lo ha realizzato, ma ci sta pensando. I clienti sono privati conosciuti attraverso i social: facebook e instagram soprattutto. Altre coltivazioni sono il carciofo, il fagiolo borlotto e i legumi, ceci in specie.

Daniele Vecchiotti

Fa sempre un certo effetto parlare con questi giovani agricoltori che sono laureati, conoscono le lingue e si avvalgono di tecnologia all’avanguardia. Senza dimenticare il gran lavoro fisico. «È dura: quando c’è da sgobbare mi alzo alle cinque e non guardo l’orologio per chiudere. Non posso però lamentarmi anche se l’incertezza viene dal clima: un anno può andar bene, quello successivo può essere un problema. Me la cavo, comunque». E per il futuro? «L’ampliamento della terra, un punto vendita e il marchio». Applausi.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 18 dicembre 2020

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