La Sana Frux di Angelo, farmacista e contadino

Stavolta ci spostiamo a Montedinove. In campagna, in contrada Dragone, lungo un viottolo, un cartello appoggiato ad una quercia indica: Sana Frux -Azienda agricola biologica. Sana Frux, dunque, che alla latina significa «raccolto sano». Mi incuriosisce. Così scopro che Angelo Antognozzi è un farmacista di 35 anni, sposato con la signora Lucia e padre di Emma, Filippo, Leonardo e Camilla. Ma che c’entra la farmacia e questa grande famiglia con la campagna? C’entra, perché Angelo ha deciso da alcuni mesi di rimetter mano alle terre di suo nonno Pietro Antognozzi. Quei poderi, circa 50 ettari, furono acquistati nel 1880. I cereali, il seminativo la facevano da padroni. Poi, Pietro invecchia e la campagna resta lì, poco valorizzata, ai margini. E questo fino a quando suo nipote Angelo decide che occorra scendere… in campo, e con decisione. «Mi piangeva il cuore – spiega oggi – vedere quella terra quasi abbandonata». Così, accanto alla professione di farmacista aggiunge quella di agricoltore e amministratore della nuova azienda agricola. In questi due mesi, insieme allo zio di sua moglie Giampiero, che di campagna se ne intende, ha iniziato a recuperare e sistemare il podere.

La zona è quella del Rosso piceno, quindi la prima azione è stata il rilancio dei vigneti dove le uve sono, per i rossi: sangiovese e montepulciano, per i bianchi: passerina e pecorino. In effetti suo nonno e suo padre, il veterinario Adriano, avevano continuato in qualche modo l’attività della vigna, conferendo il vino alla cantina sociale della Valdaso. Domani si vedrà.

Angelo Antognozzi, farmacista e contadino

Poi è stata la volta dell’uliveto: 300 piante circa, di leccino, piantone di Mogliano, frantoio. Terza operazione: l’affronto del meleto, con le prodigiose mele rosa dei Sibillini che, pur se non esteticamente perfette, tanto bene fanno alla salute, e di conseguenza le altre specie. «Voglio avere un’attenzione particolare alla biodiversità, tutelarla anche come identità di un territorio» così spiega il suo impegno il farmaco/contadino. L’azienda dispone oggi di 35 ettari di terra, ed è certificata bio. Angelo, oltre ai week end, si è riservato alcune giornate infrasettimanali per lavorare nei campi. Ha appena terminato di potare il vigneto e, in queste ore, inizia la potatura del meleto. Il 18 febbraio, dopo una giornata molto intensa, ha scritto: «Tanto lavoro oggi in Sana Frux! Ma che onore contribuire alla bellezza del creato… ». Ecco, quando si dice che l’agricoltore è un paesaggista e un continuatore dell’opera creativa!!!

Certo, questo è il momento della ripresa e del rilancio. E quindi è anche il momento di pensare al mercato «che è tutto da inventare».

A Colbuccaro di Corridonia, dove al momento la famiglia Antognozzi vive, ci sono 13 ettari dello zio Giampiero. L’idea è quella di prenderli in gestione, collegarli idealmente alle terre di Montedinove e creare due poli della stessa Sana Frux. Si vedrà. Un passo alla volta. Come si vedrà se in futuro la famiglia accetterà di trasferirsi nel Piceno. «I bambini, eccetto Camilla che è piccolissima, sono entusiasti di andare per i campi, si divertono» dice Angelo, che ricorda come anche lui da bambino era felice di scorrazzare per la campagna guidato dal nonno. Di cui ha raccolto il testimone!

Alla Sana Frux hanno una missione: consegnare alle generazioni future un mondo migliore e meno inquinato!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 26 febbraio 2021

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