L’anello francescano. Un cammino sulle tracce della storia

A Montegiorgio esiste un viale intitolato a frate Ugolino. Sembra cosa, agli odierni, di poco conto. E pure quel francescano fu colui che tradusse in latino gli Actus Beati Francisci poi volgarizzati ne I Fioretti di S. Francesco, «uno dei più grandi capolavori della letteratura, della spiritualità e del genio degli italiani, una serie di episodi legati alla vita di San Francesco e dei suoi primi compagni, particolarmente di quelli marchigiani». Un personaggio, Ugolino, di gran spessore se pur umile. Ma di questo parleremo prossimamente in occasione di un bel libro in uscita.

Sta di fatto che le nostre terre furono considerate la provincia stellata del francescanesimo per i tanti conventi e beati che vi vissero.

Otto anni fa un drappello di amici degli Antichi sentieri – Nuovi cammini fece un percorso a piedi procedendo proprio dalla strada del frate montegiorgese verso Monte Vidon Corrado. Prima tappa fu il colle di San Liberato, che si trova a mezzo, dove si erge una minuscola chiesa con tanta storia e leggenda attorno. Il gruppo proseguì lambendo un allevamento di piccoli maialini neri incrociati dalla fascia bianca. Si scese per una suggestiva strada bianca che si lasciava sulla sinistra il paese di Montappone. Meta era la selva e il convento, sempre francescano, di Massa Fermana. Arrivati, fu letto un racconto che narrava di personaggi lì passati come san Giacomo della Marca. Giornata terminata con un ottimo pranzo.Spirito e corpo che s’abbracciano.

Poi le cose sono andate avanti. Accanto al più longevo Cammino francescano della Marca (Assisi-Ascoli Piceno) e al meno recente (Assisi-Ancona), è stato creato un itinerario sulle tracce francescane ad anelli concentrici, iniziativa affidata e sviluppata dalle Galee sibilline di Emanuele Luciani. Il primo anello «congiunge alcuni dei 18 primitivi conventi della custodia firmana. Si snoda all’interno di una sola diocesi ma di due province marchigiane: Fermo e Macerata». Parte dunque da Montegiorgio con il suo fra Ugolino, raggiunge Penna San Giovanni ed il suo beato omonimo. Prosegue per Falerone dove si ricorda il beato Pellegrino, continua per Massa Fermana, tocca Loro Piceno terra natale di san Liberato. Quindi avanti fino a Mogliano, «dove la visione estatica del beato Giovanni da Fermo, più conosciuto come “della Verna”, si è manifestata con tutta la sua grazia. L’anello si chiude tornando a Montegiorgio».

«Su e giù per colli e vallate, – assicura Luciani che è guida naturalistica – superando torrenti e rigagnoli, osservando la natura crescere rigogliosa e multicolore».

Domenica, 14 marzo 2021

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