Gente di Campo. La Fattoria di zio Angelo

La zona è di quelle che più belle non si può: una porzione di terra di Montefortino lungo la strada che porta a Comunanza. La frazione, poche case in tutto, ha il nome di Regattola. Lui invece si chiama Angelo Sirocchi. Sino al 2018 dipendente dell’Asoplast come capoturno di quinto livello.

Però il richiamo della campagna e degli animali lo hanno portato, cinquantenne, a lasciare l’occupazione e interessarsi esclusivamente di allevamento. Allevamento di animali da cortile. Così, cominciando con dieci polli e poche papere, due anni fa ha dato il via all’Azienda agricola La Fattoria di zio Angelo.

Ora di animali ne ha circa 250. Sono conigli, papere, oche, faraone, piccioni, polli e conigli soprattutto. «Allevo animali sino agli agnelli, ho anche delle pecore: una decina in tutto. Li cresco come un tempo: all’aria aperta, senza costrizioni» dice Angelo sempre contornato da due bellissimi esemplari di cani maremmani: il vecchio compagno Nebbia e la più recente Sofia.

L’appezzamento è di circa 3 ettari: terreno di sua moglie Anna Maria Ripari.

Il lavoro è impegnativo. Angelo lo svolge da solo. Si alza alle sei del mattino e inizia il giro sino al tramonto. A dargli una mano è sua suocera Teresa che di anni ne fa ottanta, ed è una presenza inossidabile.

Accanto all’abitazione sorge il laboratorio dove vengono macellati gli animali. «E questo – spiega Sirocchi – è il momento più delicato, perché sino a quel momento quegli animali li ho fatti vivere bene e ci ho anche parlato…».

I clienti arrivano nel punto vendita della fattoria da Ascoli Piceno, Porto Sant’Elpidio, Fermo e diversi altri comuni. Ci sono anche alcune macellerie del circondario che si servono delle sue carni. Carni che gli acquirenti definiscono ottime. Gli animali vengono cresciuti con le granaglie fornite da una vicina azienda agricola, Oasi suina, di cui socio è il cugino di Angelo.

Nella Fattoria di zio Angelo non mancano le galline ovaiole. In un prossimo futuro l’azienda agricola punterà sulla famosa gallina Ancona. È stato avviato infatti un progetto in tal senso.

La scelta di farsi allevatore è dovuta al senso di libertà di Angelo.

«Vuoi mettere il rapporto con la natura, lo stare all’aria aperta? Al mattino io mi alzo contento e sorrido, perché tutti i giorni sono belli, e sempre accade una cosa diversa. Nessuna monotonia».

E i guadagni? «Non riesco a raggiungere lo stipendio che percepivo da dipendente, ma non mi lamento. Guadagno spiritualmente, in altro modo».

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, venerdì 19 marzo 2021

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