Le Idee degli Altri. Nuovo giornalismo cercasi! “Un mercato vuoto” attende novità. Il giudizio di Robi Ronza

Per diversi anni ho lavorato con lui al Meeting di Rimini. Robi Ronza ne era il portavoce, io il responsabile dei comunicati stampa. Per l’esame da “professionista” mi sono preparato su alcune sue dispense. Ronza è lombardo, di Varese, con una carriera giornalista impressionante: da Epoca a Giorgio Mondadori; da inviato all’estero alla direzione della comunicazione di grandi imprese; e con una serie notevole di saggi e romanzi, ultimo dei quali, proprio di queste settimane, Luigi Giussani-Comunione e Liberazione & oltre (edizioni Ares).

Il giornalista Robi Ronza

Parliamo di giornalismo. A volte capita che con l’avvento di internet il nostro ruolo sembra assottigliarsi o, addirittura, svanire. Si può fare a meno del giornalista? «Non si può fare a meno. Anzi, il ruolo oggi è più che mai determinante. Di fronte alla valanga di informazioni, occorre che qualcuno faccia analisi e sintesi. Il vero problema però sono i giornali». In che senso? «I giornali vanno ripensati altrimenti rischiamo di scomparire».

Sull’informazione politica, specie quella televisiva, Ronza ha un giudizio severissimo. È «prona» dinanzi a chi detiene il potere, «che, se invece in una democrazia vivessimo sotto una dittatura, le sue cronache non sarebbero in sostanza molto diverse da come oggi sono». E qui esemplifica con il caso della «generale reverente reticenza con cui veniamo informati sulla fallimentare gestione dell’acquisto dei vaccini anti Covid 19 da parte della Commissione Europea, che per di più tiene impunemente segreto il testo degli contratti che ha siglato con le multinazionali farmaceutiche oggi rivelatesi inadempienti. E senza che alcuno Stato membro e alcun partito presente nell’Europarlamento ci trovi niente da dire». Gli chiedo che ruolo possiamo giocare in questi tempi di risse e sconfessioni. «C’è un gran lavoro da fare per reperire altre fonti informative. Fonti che possano interessare il pubblico. C’è da valorizzare tutto il buono che c’è, cogliere il positivo, dare speranza. Bisogna cambiare perimetro, fornire un’altra informazione». Lui è sicuro che esiste un «mercato vuoto» che attende, e a cui ci si potrebbe rivolgere.

Nel suo blog ha scritto: «Malgrado tutte queste censure, restano però nelle mani di tutti vari strumenti utili per capire come vanno le cose. Sono strumenti che ruotano attorno a due risorse molto semplici, ma non a caso censurate dall’ordine costituito: la memoria e il buon senso».

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 24 marzo 2021

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