Tolmino Rossi ha raggiunto il Padre celeste. Ora “filmerà” il mondo da una nuova prospettiva

Ci sono persone che si pensa non debbano morir mai. Una di queste era Tolmino Rossi. Lo chiamavo ogni tanto al telefono per un giudizio sulla sanità, sulla cultura, sulla politica. E mai mi aveva sfiorato l’idea che potesse chiudere gli occhi alla sua età, forse perché è quasi la mia età.

Siamo andati a scuola insieme alle Medie di Montegiorgio. Lui il più bravo, il più compito, il più diligente. Non un secchione, ma una persona che si impegnava ed era dotata di grande intelligenza. Intelligenza e anche ironia. Faceva battute, noi ridevamo.

Ma Tolmino non era un bravo medico, né un bravo marito, nemmeno un bravo consigliere comunale o un “regista” della miriade di video cassette realizzate.

Non fraintendetemi: Tolmino era tutto quanto sopra, e ancora di più, ma con una radice profonda che dava linfa, sostegno, alimento, essenza all’essere medico, marito, politico e “operatore televisivo”.

E quella radice profonda era il suo essere cristiano. Cristiano: non un aggettivo, o qualcosa di giustapposto al resto, qualcosa cioè che si sommava ai modi di essere nella professione, nella famiglia, in consiglio comunale o girando filmati. Non era un qualcosa a latere, magari da vivere in privato. No! Quel suo essere cristiano, quel suo aderire integramente al fatto di fede, ne era invece l’origine, la spinta, il motore propulsore, il modo di essere, di sentire le cose e di vivere le cose. Chi separasse, compirebbe, credo il più grande errore e non darebbe giustizia ad un uomo buono, come era Tolmino.

Lui era un cristiano cioè un vivente, come si definivano gli antichi. E vivente fino in fondo. Spinto da quella forza soprannaturale che Dante coglie con L’amor che move il solee l’altre stelle.

Portava la sua fede, senza preoccupazioni in ogni ambito. Un santo? Non saprei. Siamo tutti carichi di difetti, e magari anche lui qualcuno ne aveva. Ma la tensione, il desiderio di compimento erano chiari nella sua vita. Un uomo in cammino, infaticabile, lungo una strada già segnata.

Eccolo, il Tolmino che ho sempre visto e apprezzato.

Da lassù, proteggerà sua moglie Rossella, proteggerà noi suoi amici. E cercherà di filmare un mondo migliore, come gli sarebbe piaciuto che fosse questo mondo.

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