Economia al disastro. Qualche proposta di rilancio. Adriano Mecozzi dice che…

La SVIMEZ ha scritto: «La mappa della coesione territoriale nazionale si complica risucchiando una parte del Centro verso Mezzogiorno. A soffrire è soprattutto il “triangolo del sisma”: lo mostrano le dinamiche demografiche, l’andamento del Pil, gli indicatori del mercato del lavoro. La questione demografica non abita più solo a Sud. Il Pil pro capite di Marche, Abruzzo e Umbria che nel 2000 era compreso tra il 113 e il 127 della Media Ue nel 2019 scende a valori compresi tra l’81 e il 90». Un territorio, il nostro, che affonda. E ha bisogno di idee per reagire. Adriano Mecozzi, amandolese, è uno studioso di economia. È stato allievo di Giorgio Fuà di cui ha introitato il metodo di analisi. «La crisi dovuta al Covid-19 (crisi della domanda e dell’offerta) – dice – ha aumentato il debito delle imprese e anche delle famiglie che stanno facendo ricorso ai prestiti perfino per i beni di consumo. La situazione è peggiore nei nostri territori devastati dal sisma 2016 soprattutto per il fatto che sono ripresi da poco i pagamenti delle utenze, dei tributi e dei mutui sospesi. Sono state spostate di qualche mese anche le scadenze delle cartelle esattoriali che, prima o poi, dovranno però essere pagate». Che fare? «Di fronte a catastrofi economiche come le attuali è necessario agire con misure straordinarie: portare denaro nelle casse dei cittadini e delle imprese (contributi a fondo perduto per la piena copertura delle perdite o per la copertura dei costi fissi) e riduzione dei debiti». Mecozzi lancia il Giubileo del debito di antica memoria: la cancellazione di alcuni debiti. Occorre anche un’azione costruttiva, come si legge nella terza parte del suo libro Un mondo e una via.

Adriano Mecozzi

Un settore su cui investire – indica Mecozzi, guardando ai suoi territori ricchi di acqua, di boschi e di vento – è quello dell’energia. «Quanti parchi eolici si potrebbero realizzare!». Seconda proposta: la realizzazione di cooperative di comunità, con mutualità interna ed esterna, «per favorire il comparto produttivo locale, il turismo e i servizi», fondate su solidarietà e sussidiarietà. Terza: favorire il «turismo della salute con l’aggiunta di percorsi enogastronomici e la valorizzazione delle attività agricole ed artigianali». Quarta: puntare sul «prodotto di montagna», favorendone la commercializzazione e la promozione, e sull’artigianato tipico da sostenere. Infine, quinta proposta, ridare fiato alle Comunanze Agrarie. Ma tutto questo, fa capire Mecozzi, potrà avvenire abbracciando un nuovo concetto di economia, quella civile. E l’occasione è giusta.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Mercoledì, 21 aprile 2021

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