Civile Società. Quattro testimonianze dal mondo delle imprese. Iniziativa della Pastorale diocesana del lavoro, di Fermo

Le cose belle vanno raccontate. Perché, oltre che belle, sono buone per la gente. Obiettivo prefissatosi dalla Pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Fermo che, ieri, ha proposto una serie di racconti emergenti dal mondo del lavoro: dal terzo settore cooperativistico all’imprenditoria tout court.

Un centinaio i collegati in rete, quattro i contributi. Il primo di Augusta Pantanetti, socia e co-fondatrice insieme a Franco Amicucci della Amicucci Formazione di Civitanova Marche. L’azienda nata nel 2000 è più conosciuta con il brand di SKILLA, ed è leader nella didattica innovativa e nella formazione e-learning. Il suo intervento ha riguardato il cambiamento in atto nella società civile che ha richiesto un cambiamento interno alla propria azienda, anche per la sua caratteristica educativa.

Stefano Luzi della Tre Elle di Fermo

Ha fatto seguito Stefano Luzi della Tre Elle Srl di Fermo. Il tema trattato in specie è stato quello del futuro dei giovani, con qualche critica alla laurea breve che conferisce un titolo «ma non la vera consapevolezza del sapere». Luzi ha chiesto di riprendere un’attenzione particolare per i laboratori innovativi negli istituti tecnici. La Tre Elle intanto ha realizzato una scuola di piegatura con il Centro Formazione Professionale ARTIGIANELLI, dove, oltre agli studenti, «anche i collaboratori dell’azienda fanno formazione di piegatura e lettura del disegno tecnico sui particolari reali». L’azienda inoltre si avvale della cooperativa ECOAMA che accoglie giovani in difficoltà cui l’azienda fermana offre occasione di lavoro. Tra i sogni/progetti di Luzi c’è quello di creare un gruppo di imprenditori che, collaborando con le scuole superiori, «facciano fare esperienze vive sul saper fare».

Gabriele Astolfi ha tratteggiato l’impegno della cooperativa Il Talento di Morrovalle, che si occupa di inclusione dei giovani svantaggiati, con attività che spaziano dall’agricoltura alla conservazione dell’ambiente sino all’utilizzo dei materiali di riuso. A Marco Marchetti il compito invece di mettere in evidenza le caratteristiche de La Fattoria sociale Montepacini di Fermo: agricoltura sociale, accoglienza, inclusione, comunità educante: «esperienza pluriennale di collaborazione pubblico-privato sociale, finalizzata al pieno esercizio dei diritti delle persone disabili e fragili, che coinvolge volontari, associazioni e persone impegnate sulle tematiche della biodiversità, della filiera corta, della sostenibilità, della solidarietà e della valorizzazione della produzioni locali». Il buono che c’è!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 6 maggio 2021

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