Le Botteghe. La spesa sfusa di Anita. Con tanto altro dentro

Mentre la cercavo, Anita Mancini stava consegnando a domicilio una cassetta di generi alimentari. Lo fa da tempo, da quando la pandemia ha creato difficoltà di movimento. Le sue cassette di legno sono particolari perché lei le riveste di scampoli di tessuti, pezzi di tende rimasti in magazzino, avanzi di sacchi di caffé, ritagli di juta. Insomma, Anita non spreca nulla. D’altronde, la sua bottega di qualità, che si trova a Montegranaro in via Lazio, 66, ha quattro parole d’ordine: Riduci, Riusa, Ricicla, Risparmia. L’amore per la terra, l’amore per l’ambiente, la sensibilità per la natura le custodisce sin da bambina. Così, quando sette anni fa ha deciso di aprire il suo negozio di alimentari e non solo, ha trasferito lì tutte le sue passioni. Sembrava la sfida di una «fissata», è risultata invece aver ragione. Glielo riconoscono in tanti, ora.

Sette anni, abbiamo detto. In altri ambiti si verificano le crisi. Nel suo caso, no! Perché proprio in questi giorni Anita si sta trasferendo nel nuovo locale: più grande, più spazioso, più confortevole, a pochi passi dall’attuale, nello stesso stabile. Insomma: la Mancini rilancia. Anche perché l’attenzione alla qualità, alla salute, al ben-essere sta crescendo come salda consapevolezza nelle persone. Un dato culturale!

In queste ore, aiutata dalla figlia ventenne Alessia, Anita sta ultimando di dipingere le pareti (grigio, bianco, beige) in attesa di traslocare armi e bagagli per domani, sabato 22. Anche gli scaffali sono stati ridipinti e sono pronti ad accogliere i prodotti di una sapiente ricerca effettuata tra le aziende di qualità. Troveremo cereali, legumi, pasta, frutta e verdura fresca di stagione, frutta secca, marmellate, cioccolato, caffé, birre artigiane, vino e olio, e poi, prodotti in legno e bambù, pannolini lavabili, creme, saponi, detersivi e detergenti alla spina.

La titolare punta sulla spesa sfusa. Si acquista solo quel che necessità! Di negozi del genere ce n’è pochi nel territorio.

Stavamo dimenticando il pane. «Il pane a modo mio» come lo chiama Anita che s’è attrezzata con un forno nuovo. Un pane semi integrale, impastato con lievito madre, che non ha alcun taglio sopra, per cui ogni filoncino è diverso dall’altro.

Anita non è solo quella che, con il grembiule bianco, ti stende il prodotto da dietro al bancone. Lei si fa consulente, ti rivela qualche ricetta e, se c’è tempo, ti racconta anche un favola. E prossimamente, favorirà nella sua bottega l’incontro tra clienti e produttori.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 21 maggio 2021

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