Montegiorgese Calcio: tre giocatori, un “cappellano” e la cresima

Camminando la Terra di Marca può capitare di imbattersi spesso in qualche evento particolare. Come oggi, per chi si recasse alle 11,30 presso la Perinsigne collegiata di Sant’Elpidio a Mare. Sull’altare vedrebbe il pimpante parroco don Enzo Nicolini (81 anni ben vissuti) celebrare, festoso, la santa messa. Dinanzi a lui, come di consueto, un’assemblea di fedeli tra cui molti giovani, che sono il suo orgoglio. E stavolta tra di essi, tre gagliardi ragazzotti, atletici, sportivi. Sono tre giocatori della Montegiorgese calcio, che proprio stamattina riceveranno la cresima. Un momento importante per loro, per la comunità locale, per il sacerdote super tifoso della Montegiorgese. Per due motivi: don Enzo è nato a Montegiorgio e suo cugino Lanfranco Beleggia, titolare della Brosway, ne è presidente e sponsor.

Tutto nasce dalla frequentazione del campo e degli spogliatoi. Quando può, don Enzo una bella partita e un allenamento li segue, e una buona parola non la fa mancare. Non si considera il cappellano della squadra, ma un po’ il consigliere spirituale sì, anche se non parla mai direttamente di religione. Or bene, è accaduto che, il giorno precedente la Pentecoste, coincidenza non casuale, dopo l’incontro vittorioso con il Vasto, il sacerdote abbia seguito il cugino all’hotel San Paolo di Piane di Montegiorgio e, andando a salutare il cuoco, abbia trovato a cena alcuni della squadra.

Tra un discorso e l’altro, Nunzio Zizzania, portiere, originario di Salerno, ha esordito con un diretto: «Don, io la cresima non l’ho fatta…». Don Enzo ha avuto appena il tempo di accennare un sorriso che Pierluigi Montanaro, terzino sinistro, brindisino, ha aggiunto: «Se è per questo nemmeno io, don». Nicolini ci ha pensato neppure un secondo: «Il rimedio c’è» ha replicato. Convinzione ancora più confermata da una terza richiesta, stavolta telefonica. Quella di Denny Tempestilli di Sant’Omero di Teramo, difensore alla Montegiorgese. Anche lui non cresimato. Così, dopo alcune chiacchierate e qualche riflessione, eccoli stamattina dinanzi al loro prete. Confermati nella fede da un tifoso particolare. Perché don Enzo amante del calcio lo è stato sempre. Basti ricordare il grande apporto all’Azzurra calcio di Fermo quand’era parroco di Santa Caterina. E da seminarista che non poteva avere notizie dirette della Montegiorgese aveva incaricato un amico di scrivergli cartoline postali il giorno successivo le partite.

Calcio e fede. Fede e calcio. Funziona.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Domenica, 30 maggio 2021

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