Ferrovia: corridoio adriatico. Necessità per un nuovo sviluppo di quattro regioni

Per il rilancio delle Marche, Abruzzo, Molise e Puglia occorre più che mai metter mano al Corridoio ferroviario adriatico con Alta velocità sino a Bari, arretramento della ferrovia da Pesaro a Termoli, realizzazione di una metropolitana di superficie sino ad Ancona, e creazione di una invidiabile pista ciclabile a due passi dal mare che possa sfruttare in modi multipli le numerose stazioni litoranee. Sono le richieste specifiche scaturite dal convegno on line svoltosi lo scorso giovedì 27 maggio. A mettere intorno ad un tavolo virtuale personaggi di spicco (Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche, Marco Marsilio, Presidente Regione Abruzzo, Donato Toma, Presidente Regione Molise, Anna Maurodinoia, Assessore regionale ai Trasporti della Puglia, Anne Jensen, Coordinatore Commissione Europea Corridoio Baltico – Adriatico, Carlo Secchi, Coordinatore Commissione Europea Corridoio Atlantico, Armando Cartenì del Ministero dei Trasporti, e il prof. Pierluigi Coppola, coordinatore trasporti strategie europee) è stato quel corpo intermedio marchigiano che è la Fondazione San Giacomo della Marca.

Il convegno è arrivato a pochi mesi dalla firma tra le quattro regioni del Protocollo sul tema del Corridoio adriatico, a ottobre 2020, ed è stato definito il «primo vero banco di prova». Puntuali, documentate, ariose, chiarissime le relazioni, che possiamo sintetizzare così: senza l’Alta velocità la dorsale adriatica resterà fortemente penalizzata e con essa il traffico commerciale, turistico e di una nuova economia legata ai porti; occorrerà un pressing sul governo (dal presidente Draghi al ministro Giovannini) approntando uno studio di fattibilità di alto profilo, cioè approfondito, documentato, capace di tener conto di uno scenario complesso quanto organico («essere pronti in modo convincente»); continuare sulla strada della cooperazione interregionle coinvolgendo sempre più le comunità locali; insistere sul tema dei diritti di cittadinanza anche laddove le popolazioni sono in numero inferiore rispetto alle città tirreniche; introdurre un criterio nuovo che non sia solo quello del rapporto costi/benefici; aver coscienza, pazienza e buon senso perché le vere opere strategiche non si realizzano in un lasso breve di tempo.

Concludendo, il presidente della Fondazione Massimo Valentini ha invitato ad alzare lo sguardo e non rincorrere micro-progettualità.

Fatto il convegno, stanno arrivando adesioni al nascente Comitato a supporto dell’iniziativa.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì, 3 giugno 2021

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuito su WordPress.com.

Su ↑