Teatro romano di Falerone. Il teatro degli studenti. Da sistemare. Pronto il progetto

Falerio Picenus! La piccola capitale nella Valtenna della centuriazione romana. La città che poteva esser Roma se il Tenna avesse avuto acque sufficienti… Storia e leggenda che si abbracciano. Che affascinano anche gli studenti dell’ITET di Fermo, corso per Geometri. I futuri professionisti si sono cimentati in un lavoro arduo studiando il teatro romano di Piane di Falerone e proponendo soluzioni per il superamento delle barriere architettoniche. Il progetto sarà presentato martedì prossimo al sindaco Altini e agli assessori comunali. Come titolo, si è ricorsi all’acronimo S.C.E.N.A. che sta per Spettacolo Condiviso per una Esperienza di Nuova Accessibilità.

«Purtroppo, come nella maggior parte dei siti archeologici, – spiegano i ragazzi – anche nel Teatro di Falerone il requisito dell’accessibilità trova molte difficoltà di attuazione. Attualmente il teatro di Falerone è difficilmente praticabile e la sua accessibilità è praticamente nulla, se non nella zona pianeggiante dell’orchestra. Questo determina problematiche relative alla libera fruizione dell’intero impianto, anche a persone normodotate. Le scalinate di notevole altezza, la presenza di tratti senza protezione, la diversità di livello dei vari anelli della cavea costituiscono barriere per tutti e al pieno utilizzo della struttura». Problemi dunque da ovviare anche alla luce delle disposizioni ministeriali che «suggeriscono soluzioni poco invasive per ridurre l’impatto degli interventi necessari a rendere fruibile il patrimonio storico del nostro territorio». Che fare? Condotti dalla professoressa Maria Paola Puggioni, gli allievi della 4 classe, aiutati dal geometra Marco Catini e dal tecnico ITP Giovanni Tappatà, in collaborazione con il Collegio dei Geometri, hanno proposto alternative interessanti: dall’inserimento nel parcheggio di grigliati erbosi a scomparsa, che favoriscano il passaggio delle auto e la facile deambulazione, alla realizzazione di un camminamento che permetta di raggiungere tutti i livelli del Teatro, dall’orchestra (la platea) alla cavea (la galleria), dai vomitoria (accessi alle gradonate) al frons scenae (il palco vero e proprio) creando ulteriori spazi usufruibili per godere visivamente e acusticamente dello spettacolo. I ragazzi hanno suggerito il posizionamento di balaustre in vetro che permettano un percorso in sicurezza, ma anche libero da ostacoli visivi per godere appieno della vista della scena del teatro.

Passato e presente che s’intrecciano.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Domenica, 6 giugno 2021

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