Da Santa Croce all’eremo di San Leonardo. Un cammino storico e spirituale

Non è un tour, è un’ascesa dall’Adriatico alla montagna: itinerario spirituale e storico insieme. Per cogliere radici ancora verdi che parlano di una Terra Felix, prospera e attiva. Terra che racconta prima di tutto di comunità vive.

E allora partiamo dall’Abbazia imperiale di Santa Croce al Chienti, a Sant’Elpidio a Mare. Dell’imponente monastero e cittadella fortificata (san Benedetto costruiva secondo il dettame quadrato degli accampamenti romani) del IX secolo, resta solo la chiesa, sapientemente restaurata da non troppo tempo. Ricca di storia e di leggende, l’Abbazia viene considerata il primo vero distretto industriale fermano. Un patto con l’imperatore tedesco la vincolava alla consegna di calzature per l’esercito in transito lungo la costa.

L’abbazia di San Ruffino ad Amandola

Raggiungiamo l’Abbazia di San Marco alle Paludi, nella piana di Fermo. Risale alla fine del XI secolo. Nel periodo delle Crociate svolgeva anche il compito di “ospitale” e lazzaretto per i soldati malati di lebbra, di ritorno dalla Terra Santa. La torre di guardia che la sovrasta dalla collina serviva per sorvegliare il mare e segnalare il pericolo di sbarchi corsari.

E siamo arrivati al Duomo di Fermo, sul colle più alto della città. “Chiesa madre” della diocesi. Le prime tracce risalgono al V-VI secolo quando si chiamava Santa Maria in Castello. Il suo abside per secoli è stato come un faro per l’orientamento delle imbarcazioni. I primi martiri della chiesa fermana riposano nella sua cripta.

Percorriamo la vallata del Tenna. l’Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale alla periferia di Amandola, è una delle prime costruzioni monastiche nel Fermano. Originale l’altare con il foro sottostante dove passano i malati di ossa, quasi un santuario terapeutico.

L’Abbazia dei Santi Vincenzo e Anastasio, sempre in Amandola, è un luogo solitario e di meditazione, oggi bisognoso di un recupero strutturale. Una precedente costruzione monastica risaliva al VI sec. Ed era dedicata al solo sant’Anastasio.

L’abbazia dei santi Vincenzo e Anastasio, Amandola

Rifulge, tra i monti, sentinella e presenza di fede, lo stupendo e restaurato Santuario della Madonna dell’Ambro a Montefortino, incastonato tra i Sibillini, fu sede di un miracolo nell’anno Mille: vide parlare una pastorella muta.

Ultima tappa: l’Eremo di San Leonardo. Un tempo monastero benedettino, sorge sulle gole dell’Infernaccio. Era luogo di passaggio e sosta per pellegrini, viandanti e commercianti sulla strada per Roma. L’acqua che gli scorre più sotto è ritenuta “miracolosa” per quanti sono affetti da disturbi tiroidei.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Domenica, 20 giugno 2021

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