Civile Società. Rapporto Caritas/Legambiente: Marche in chiaroscuro

Territori civili. S’intitola così il Rapporto che Caritas italiana e Legambiente hanno pubblicato nei mesi scorsi. Si tratta di una ricerca in tutte le regioni italiane che ha messo in evidenza fragilità sociali e ambientali, e risorse esistenti e possibili.

Alcune pagine sono dedicate anche alle Marche. E il quadro non è dei migliori. A destare preoccupazione sono proprio le fragilità sociali. Uno dei problemi maggiori riguarda il consumo di droga: la nostra regione è la terza per numero di tossicodipendenti in trattamento per mille abitanti (0,447). Le Marche inoltre fanno registrare «un tasso di natalità (6,4), un saldo migratorio totale (1,0) e una incidenza degli under 35 (32,2%) al di sotto della media nazionale. In controtendenza invece è l’indice di vecchiaia che si attesta «ben al di sopra del valore nazionale (196,2)». Siamo vecchi, non facciamo figli, gli immigrati non risolvono il gap.

C’è poi un altro dato su cui riflettere, riguarda quello che viene definito il livello di disaffiliazione (17,6%), che è al di sopra della media nazionale. Si tratta del «peso degli assistiti Caritas, che risultano esclusi dal mondo del lavoro e al contempo deboli sul fronte delle relazioni familiari». Sono definiti disaffiliati secondo la definizione del sociologo Manuel Castells. «La disaffiliazione – vine spiegato – è una rottura verso un rapporto di reti di integrazione primaria, un primo scollamento dalla famiglia e dal sistema di interdipendenze fondate sull’appartenenza comunitaria».

Accanto ai punti deboli, il rapporto segnala anche le positività. La regione registra livelli di dispersione scolastica inferiori alla media nazionale (10,0%). Al di sotto del dato nazionale anche l’incidenza dei Neet (persone non impegnate nello studio, né nel lavoro, né nella formazione) nella fascia 15-34 anni (15,9%). Altro punto di forza è l’innovazione: le Marche sono la terza regione italiana per numero di start up ogni 100 mila abitanti (23,4).

Un altro dato è molto significativo del carattere marchigiano. Risulta più alta della media l’incidenza dei volontari nelle istituzioni no profit (11,5% contro il 9,1%). Infine, siamo la seconda regione d’Italia per numero di centri di ascolto ogni 10 mila abitanti.

Una regione dunque in chiaroscuro. Uno studio che contribuisce ad una nuova visione del futuro.

Il volume ha un sottotitolo esplicativo: Indicatori, mappe e buone pratiche verso l’ecologia integrale.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Giovedì 8 luglio 2021

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