Gente di Campo. La Cantina dei Poeti: vino, versi, e finocchietto di mare

Un cielo stellato, una serie di onde del mare che si rincorrono, e una scritta accattivante: Degustazione dei Poeti, al profumo di mare. La locandina incuriosisce. Così, approfondiamo, iniziando dai Poeti che altro non sono che il nomignolo dato ai Di Ruscio, vignaioli di Campofilone da oltre 60 anni. Soprannome conquistato a pieno titolo. Il capostipite Dante, dopo aver lavorato un’intera giornata nelle vigne di proprietà (oggi l’uva viene ritirata dai conferitori del territorio dopo controlli dell’enotecnico di fiducia), saliva in paese per fare una cosa in cui eccelleva: raccontava storie e leggende, ne faceva rima. Era cantastorie. Poeta a modo suo. Per cui, la definizione di Poeti è rimasta. E i vini prodotti dalla casa Di Ruscio alla poesia si rifanno. Quasi un brand. Come Il Rosso del Poeta, Poesia, La Musa e via producendo. 110 mila bottiglie l’anno, con un aumento del 20%.

La Famiglia Di Ruscio

La cantina è molto bella e accogliente, una struttura all’avanguardia. Ne furono molto ben impressionati i circa 100 laureandi e dottorandi delle università europee che i Di Ruscio ospitarono per l’avvio della prima International Student Competition.

Ma torniamo all’evento fissato per martedì 20 luglio. Sarà uno show cooking condotto da Beatrice Santarelli che collabora con le sue ricette a giallozafferano.

Protagonisti, ovviamente, i vini dei Di Ruscio e i… Paccasassi. Questi ultimi sono dei finocchietti di mare ovvero delle erbe selvatiche appartenenti alla «famiglia delle ombrellifere che presenta piccole foglie ovali e carnose e fiori a calice con 5 petali. Fiorisce da luglio a settembre e raggiunge un’altezza compresa fra i 30 e i 60 cm.».

La raccolta del finocchietto di mare

I Paccasassi sembravano dimenticati invece stanno vivendo una nuova stagione d’oro: merito del loro sapore unico, ma anche delle proprietà benefiche. Li si può trovare lungo la riviera adriatica, specie sul Monte Conero, ma anche a Pedaso, tra gli scogli. Poco o nulla conosciuti, stanno diventando un ingrediente di tutto rispetto. E questo lo si deve anche ad alcuni giovani che hanno dato vita ad una piccola azienda denominata RINCI con sede a Castelfidardo. Oggi producono Paccasassi sott’olio, pesto di Paccasassi, composte diverse. «Protetti dalla legislazione del Parco Naturale del Conero per tutelare la biodiversità, Rinci li coltiva all’interno del Parco, loro habitat naturale, e li porta sulle vostre tavole».

In Cantina, dai Di Ruscio, li si potrà gustare con polpette, roll di pancarré e gnocchetti. Niente male!!!

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 16 luglio 2021

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