Le Idee degli Altri. La tradizione secondo l’assessore Giorgia Latini. MArCHESTORIE: una bella sfida

Ci siamo: a Torre di Palme, MArCHESTORIE inizia venerdì prossimo. Un Festival che guarda ai piccoli e alle loro storie di qualità. Lo spiega bene l’assessore regionale alla cultura. Giorgia Latini ha ritenuto «che anche la cultura potesse essere un elemento di contrasto delle difficoltà» delle aree minori e interne. Per cui «abbiamo programmato un intervento che coinvolgesse i piccoli centri (in questa prima edizione siamo riusciti a farlo con 56 Comuni) in un calendario di eventi, spettacoli, rievocazioni, mostre… un unico format in grado però di tradurre concretamente l’identità e le peculiarità dei diversi luoghi».

La volontà è quella di «creare un brand culturale che possa promuovere le Marche anche al di fuori della nostra Regione. Facciamo cultura, perché raccontiamo il patrimonio immateriale dei territori e la tradizione, facciamo promozione, perché è evidente che un evento culturale del genere riguarda anche il settore turismo, e cerchiamo di inserire le piccole realtà in una rete, affinché la definizione aree interne non sia più utilizzabile come sinonimo di isolamento». Le cito Hanna Arendt che scriveva: “La società di massa non vuole cultura ma svago”.

L’assessore Giorgia Latini

Risponde: «C’è intrattenimento e questo non mi spaventa. MArCHESTORIE è un festival estivo, guai se non ci fosse intrattenimento! Dopodiché è sbagliato pensare che l’intrattenimento e la cultura siano necessariamente in contraddizione tra loro. C’è folclore? Sì anche questo. Ma folclore significa popolare e popolare è cultura».

Riguardo a ciò che affermava nello specifico la Arendt, «credo sia importante rimarcare la differenza tra massa e popolo. Folclore è l’esatto contrario della società di massa». Per decenni, avversata da un certo tipo di ideologia, la tradizione torna in campo. Cos’è per Lei? «La tradizione è ciò che decidiamo di conservare del nostro passato come buono per noi. Non tutto ciò che ci arriva è tradizione. Tradizione è soltanto ciò che decidiamo di far rimanere con noi, più o meno consapevolmente. Per me la tradizione è qualcosa che ha ancora linfa dentro per farci crescere. Nelle storie che sentiremo durante il Festival e che fanno parte della cultura marchigiana, talvolta anche molto antica, ci sono risposte valide anche per noi oggi, per la nostra vita». Verrà a seguire i Corsari e i Pirati dell’Adriatico? «Farò il possibile per esserci. Gli impegni sono tanti ma mi piacerebbe partecipare. Sono curiosa di scoprire, attraverso queste storie, un altro pezzo di Marche».

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