L’uovo cosmico e filosofico e l’ologramma del mondo nelle opere di Maria Teresa Berdini

«Poi vidi un’immagine gigantesca, circolare e vaga. Si restringeva in cima come un uovo…». È il nostro cosmo immaginato da Hildegarda di Bingen. Ne scrisse nella Scivias. Chissà cosa direbbe oggi, mille anni dopo, la benedettina tedesca riguardo all’opera di Maria Teresa Berdini che sull’uovo, nell’uovo, dell’uovo ha molto dipinto, ornato, decorato.

L’artista Maria Teresa Berdini

Uovo come ombelico del mondo, come vuoto, come parte, come tutto, come ali di farfalla, come spiegamento cosmico dello Spirito, come fiori di ghiaccio, e avanti così, di opera in opera, usando metodi, tecniche, pellicole e colori incredibili. C’è vita, c’è esplosione di forza in quelle uova di struzzo manipolate. Passione di bambina, ritrovata da adulta.

«Il mondo è un ologramma – dice Maria Teresa – dove il passato, il presente e il futuro coesistono simultaneamente, un magazzino cosmico di tutto ciò che esiste in cui la parte contiene il Tutto». E continua: «L’Unità nella molteplicità. Tutto è Uno».

Una delle creazioni della Berdini

A questo punto Hildegarda annuirebbe: macro e micro che si abbracciano. E d’accordo sarebbe anche William Blake, poeta, pittore, incisore che all’uovo e al suo significato cosmico e filosofico ha concesso molto. E nel novero metterei anche il Paracelso dell’uovo che «custodisce la vita e l’essenza». Su questa linea si muove la nostra artista arrivata alla pittura e scultura a 50 anni grazie ad un incontro con un’altra artista: Eliana Testarmata.

La professione di Maria Teresa, nativa di Torre di Palme, è quella di dottore commercialista e revisore dei conti; ma la sua essenza è l’arte, la ricerca della Bellezza. Le sue composizioni, realizzate in un piccolo laboratorio di Porto San Giorgio «emanano – è stato scritto – sensazioni ed emozioni ma principalmente felicità e benessere». Il tema dell’amore come spinta propulsiva torna spesso nei ragionamenti della Berdini e nei suoi pezzi.

«Ho un concetto olistico dell’arte, – spiega – mi piace moltissimo lavorare insieme agli altri, penso sia fondamentale riprendere la nostra antica tradizione delle scuole di bottega, luogo d’incontro di sensibilità diverse».

Oltre che alla pittura e scultura sull’ uovo di struzzo, Maria Teresa realizza anche ricami su stampa digitale con le vecchie tecniche di ricamo.

Tra le sue mostre, va annoverata quella Rcart: opere realizzate con pezzi riciclati di computer, dove ha collegato le sue creazioni «a tutte le discipline: matematica, fisica quantistica, neuroscienze, biologia, etc. Tutto è interconnesso e noi ne siamo parte». Tutto!

Sabato, 2 ottobre 2021

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