Integrare si può. Il caso della EDS Spa e del SAI Togheter

Giulia Santarelli è un’operatrice del SAI Together di Grottammare.

Il SAI è un progetto ministeriale che, con altri sette, è gestito dalla Cooperativa sociale Nuova Ricerca – Agenzia Res di Fermo di cui la presidente è Renata Del Bello e il coordinatore è Alessandro Fulimeni. Giulia racconta una storia significativa. Tempo fa, navigando in rete, s’imbatte in una azienda che ha lanciato un annuncio. Cerca personale da addestrare. Giulia fa qualche ricerca, approfondisce. La EDS Infrastrutture Spa, con sede legale a Roma, con radici in terra di Sicilia dove mantiene la sede operativa, con cantieri anche ad Ascoli e Macerata, è un’azienda leader nella progettazione, realizzazione e manutenzione di sistemi integrati ad alto contenuto tecnologico nei settori: trasporti, impianti di telecomunicazioni, energia, banda larga, etc. Giulia capisce che può essere un’occasione per un giovane immigrato che nel suo paese era installatore di fibra ottica. Ne invia il curriculum e avviene «ciò che potevo solo sperare». Viene ricontattata e nel giro di poco l’azienda inserisce il ragazzo, prima in un corso di formazione, poi nell’organico. Non solo, dopo solo due mesi il contratto si trasforma in tempo indeterminato e la EDS scommette sui ragazzi del SAI. «Angelo Torre, il responsabile di cantiere, con cui mi sono interfacciata – spiega Giulia – ha deciso di puntare sui nostri ragazzi per creare una squadra locale. Scelta contro corrente in questo periodo storico».

Nei giorni scorsi è iniziato un nuovo corso che ha coinvolto sette ragazzi ospiti nei progetti SAI del territorio fermano e non. Il corso porterà a delle assunzioni. Occasione professionale e umana per i giovani. La EDS si è rivelata «un’azienda che mette al centro le persone, anche e soprattutto quelle più fragili». In occasione dell’avvio del corso, l’amministratore delegato della società, Sebastiano Buglisi, ha detto:« Stiamo attivando una iniziativa che serve a questi ragazzi, serve all’impresa, serve al Paese, ma soprattutto serve per attuare quel progetto di integrazione di cui tutti parliamo, ma solo pochi si adoperano per realizzarlo. Parliamoci chiaro: un popolo già vecchio come il nostro, senza il vigore dei giovani che vengono in Italia da ogni parte del mondo per vivere una vita di speranze e di libertà, non va da nessuna parte, ma soprattutto non va da nessuna parte la nostra classe politica che non riesce, per una manciata di voti, a darsi una strategia per attuare un progetto credibile d’integrazione».

Giovedì, 7 ottobre 2021

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