Ambiente. “La Flora del Bosco Cugnolo”. Quando la scuola s’interessa del Creato

Prima dei piani di riconversione verde, di Greta, delle sfilate pro-ambiente, e anche delle mode, c’era già chi sull’ambiente, la natura, il creato, lavorava per conoscere, migliorare, custodire la casa comune. Prendo in mano, ad esempio, un libro del 2008 dell’Andrea Livi Editore. Titolo: La Flora del Bosco Cugnolo.Uno studio molto puntuale effettuato dagli studenti del Liceo scientifico Temistocle Calzecchi Onesti di Fermo. Studenti e insegnanti ovviamente, quelli di Scienze Naturali, che hanno visto motore propulsivo l’insegnante Maria Antonietta Crisanti. Il Club Alpino Italiano, sezione di Fermo, non ha fatto mancare sostegno ed esperienza. La ricerca, precisava la Crisanti, «ha offerto agli studenti l’opportunità di entrare a contatto con lo studio della botanica, attraverso una partecipata osservazione di un ambiente»: il bosco del Cugnolo, dunque, dove il CAI aveva realizzato una intelligente e adeguata sentieristica. Il volume contiene tutta una serie di schede, con tanto di fotografia, posta in ordine alfabetico, che presenta e spiega le diverse piante. Si va dalla Abutilon Theophrasti (nome comune: cencio molle) alla Xanthium Strumarium (Nappola italiana minore). Ci sono poi – indico solo qualche nome – la Viola Tricolor, l’Achillea Millefolium, l’Inula Viscosa, l’Orchis Italica, etc. etc.

I ragazzi, oltre all’etimologia, hanno studiato e inserito le diverse caratteristiche delle piante.

Il valore didattico ed educativo è stato «alto», hanno detto tutti coloro che hanno letto il libro. «… non sono il censimento di tutte le specie floristiche del Cugnolo» spiegava la Crisanti. L’augurio era che il libro potesse e possa «rappresentare un’utile guida al riconoscimento delle principali specie spontanee del bosco. Un prontuario che ha inoltre la modesta esigenza di far comprendere come le piante, al di là del loro valore estetico, possano rappresentare una risorsa per riscoprire il vasto sapere accumulato dai nostri progenitori, vissuti a più diretto contatto con la natura».

«La nostra responsabilità – precisava ancora la docente – è ancora più grande se si considera che la flora europea risulta costituita da circa 11 mila specie, metà delle quali cresce in Italia…».

Il Bosco del Cugnolo, che si trova nei pressi di Torre di Palme, uno dei Borghi più belli d’Italia, è una stupefacente area che conserva un esempio di macchia mediterranea. Da preservare ad ogni costo. E, prima di tutto, da amare.

Adolfo Leoni, Il Resto del Carlino, Venerdì, 8 ottobre 2021

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