Antonella Concetti: la scrittrice che dipinge

Quasi bionda, esile, sembra fragile ed eterea. Ma, quando inizia a parlare, irradia una forza che sa di vita e d’un gusto nuovo dell’esistenza. Non la faresti così. È così, invece.

Antonella Concetti è insegnante, vive a Porto San Giorgio, originaria di Falerone, ha scritto un romanzo dal titolo Giuramento sul fiume. Il mio amico Nicola Campagnoli che di scrittura se ne intende lo ha definito “un esempio raro di narrativa pittorica”. E non sbaglia perché Antonella, oltre che maestra e scrittrice, è anche pittrice, anzi era questo che avrebbe voluto fare di scuola e di professione. I suoi preferirono le Magistrali all’Istituto d’Arte.

“Sicuramente – continua Campagnoli – c’è in lei una passione per i dipinti, per il disegno, per il cesello. Le pagine del racconto non valgono tanto per il procedimento dell’intreccio quanto per il riposo degli occhi sui particolari del reale. Persone, cose, nature, oggetti, vestiti, stanze. E questa immobilità dello sguardo narrativo serve per trattenere l’anima quasi in un ultimo tentativo di non far fuggire il mondo, almeno della propria autocoscienza”.

A dx Antonella Concetti con l’assessore Maria Teresa Quintozzi di Falerone

Ama i colori, Antonella, e ne ama i pittori interpreti: Monet, Renoir. Scrittrice e pittrice, dicevo. Lo scrivere le sgorga di mattina presto. Alle cinque è già in piedi, silenzio attorno. Il suo è un tempo dell’anima, “un tempo proustiano” lo definisce, dove entrano visioni profonde: le case abbandonate che scopre girando per campagne e colline, abitazioni dirute le cui pietre parlano se interrogate, memorie viventi di qualcosa che fu.

A poco più di venti anni Antonella lascia Falerone. Si sposta a Milano, lavora lì, mette su famiglia. Poi, un giorno, nei locali della metropolitana cercano di rubargli la borsa, l’aggressione è molto violenta. Si ritrova a terra, sanguinante, impaurita, naso rotto… e, immediate, le tornano in mente immagini di giovinetta: la sua casa, la sua camera, i suoi genitori, quella notte con la luna piena, la pace del suo paese. Ne nasce il primo racconto, l’unico autobiografico.

Decide di tornare nelle Marche. Si stabilisce a Porto San Giorgio. Insegnante che ama i bambini, li trova poetici nelle loro espressioni stupite. Vorrebbe che anche lei e i suoi colleghi lo fossero – e forse lo sono proprio – «perché anche una carezza, un ascolto, un gesto sono qualcosa di poetico». Occorre capirli, gli studenti, raccomanda. Occorre star loro vicino. Aiutarli a crescere, a sbocciare.

E c’è già materiale per il prossimo romanzo.

Adolfo Leoni, Sabato, 23 ottobre 2021

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