Belmonte Piceno: a Fontegranne connessione tra generazioni.

Generazioni riconnesse, nuova puntata. Stavolta a Belmonte Piceno, in Contrada Castellarso Ete, 11, con un imprenditore che parla ad un gruppo di giovani. Sabato 23 ottobre, pomeriggio. È piovuto parecchio. Il fango non manca. Però il cielo, al momento dell’incontro, si fa clemente. La bottega di formaggi è illuminata, la signora Irma serve al bancone con sorriso, sicura dei suoi prodotti e della soddisfazione dei clienti.

Eros Scarafoni siede all’esterno. Aspetta la comitiva. Le capre mangiano, rumorose. Nella stalla delle mucche un collaboratore sistema il fieno.

L’intervista a Eros Scarafoni

Arrivano i giovani invitati da Acli e Caritas. Una ventina. Noemi Casalino e Giuseppe Iadonato preparano gli strumenti per l’intervista. La loro radio è originale sin dal nome: Mamma esco a fare due passi.

Volumi sistemati, microfono a posto: si parte. Eros racconta la sua storia che si lega da sempre al campo e all’allevamento di famiglia. Poi la svolta nel 2000, quando lui ne prende il timone e innova. L’azienda agricola prende un nome preciso: Fontegranne. «Ma perché Fontegranne?» chiedono i ragazzi. «Perché, qui vicino, c’è una fonte: Fontegranne appunto. – spiega l’intervistato – All’inizio non sapevo che nome dare all’azienda. Un anziano mi ha suggerito di riferirmi a quella fonte. Ecco fatto». Così Fontegranne inizia la trasformazione del latte in prodotti caseari, dal caciomagno alla casciotta, dalla luna ubriaca alla luna gialla…. Poi, c’è la carne, ci sono gli ortaggi, c’è l’olio. Su tutto, domina una filosofia: quella di rivolgersi direttamente al consumatore finale, niente intermediari. La scelta paga. A fianco di Eros ora c’è anche suo figlio Filippo, 24 anni. Racconta della sua giornata. Inizia molto presto, anche con il buio. Ci sono da sistemare le mucche, le capre, c’è da lavorare in campagna sul trattore. «C’è, c’è… c’è tanto da fare già di prima mattina. Tanto che al momento della colazione torno a casa con una fame da lupo». Filippo ha gli occhi che brillano. Gli dico che ha un cuore felice. Annuisce, e più tardi, lo riferisce al padre.

Intervista terminata. Si smonta. Sugli scaffali della bottega insistono tanti libri. Parlano della nostra terra, storie, leggende, saggi. Eros ebbe un’intuizione geniale. Ideò a San Ruffino di Amandola, dove Fontegranne ha una stalla, Ottobre all’Abbazia. «Cercai di mettere insieme spiritualità e natura» ricorda. E poi convegni di alto contenuto, cene a tema, incontri che aprivano, che spaziavano. Fu la prima e vera iniziativa che invertì il senso di marcia: non più gente che dalla montagna scendeva alla costa, ma l’esatto contrario. Solo per questo Eros dovrebbe essere citato negli annali della Terra di Marca.

L’incontro nella sala comunale di Belmonte Piceno

Scena due. Ci si sposta presso i locali del Consiglio comunale di Belmonte Piceno. Ad attendere la compagnia c’è il sindaco Ivano Bascioni. Si parla di Tradizioni che muovono, di Dieta mediterranea, di Piceni. E si assaggio l’ottimo formaggio di Scarafoni. Eros elenca le sue specialità. I giovani gradiscono. Imparano. Stanno insieme. «È bello esserlo» dice una ragazza. Terra ancora Felix, nel senso di prolifica, fertile, ricca? Si domandava la copertina della rivista Il Gusto… della Vita.

Spetta a tutti noi renderla com’era. Intanto: riconnessione!

Adolfo Leoni, Giovedì, 4 novembre 2021

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