La storia che piace a Giuseppe Orlandi. E la “Cronaca” che gli fa vincere il premio De André

Ha insegnato materie letterarie per lunghi anni nelle scuole superiori. La sua specializzazione è in quella contemporanea, ma tutta la storia è nel suo bagaglio culturale. E in quella medievale si muove con grande agio. L’ho appurato a Falerone, la città che legge.

Sto parlando di Giuseppe Orlandi, nativo proprio di Falerone, residente a Todi, laurea in filosofia e storia alla Sapienza di Roma. Ma non subito dello storico e del docente, voglio dire di lui come di poeta, e dei suoi Vari Versi, raccolta di «poesie diverse, scritte in tempi diversi».

«Li vidi, un giorno d’ottobre scolorato, che un cielo nero stava appiccicato a un monte opaco. Venivano camminando silenziosi, da dietro le chiome ingiallite dei giardini, era un gruppetto normale per la via, avrei pensato che stavano anche loro leccando un cono colorato in compagnia…».

Il prof. Orlandi con al centro l’assessore Quintozzi e la scrittrice Antonella Concetti

È l’inizio di Cronaca, la poesia con cui Orlandi ha vinto il prestigioso premio De André nel 2011, sezione Parlare Musica.

Sembra un gruppetto di ragazzi qualunque, un gruppetto che si ritrova dopo i compiti o il lavoro. A passeggio o sul muretto o con la schiena appoggiata a qualche moto. Normale. Normale forse no. Quei capelli rasati, se letti bene, dicono altro, sono un marchio… E poi c’è lui, «il marocchino scuro», che vende accendini ai bordi della strada. Chissà com’è arrivato, chissà da dove viene esattamente, chissà dove ha lasciato la sua famiglia, chissà come campa. Ma non ci si fa domande quando si cerca un bersaglio su cui sfogare l’anima belluina che cova dentro, quando c’è qualcuno da punire pur senza un minimo motivo di punizione. E la violenza assoluta, cieca, scatta. E scattano i comandi dal capo. Bastonare bastonare bastonare. Senza un perché. È l’odio sprizza improvviso. Immotivato, «nemmeno ammantato da una parvenza di grandezza dell’impresa» scriverebbe Davide Rondoni.

Ed ora lo studioso. Orlandi ha pubblicato diversi saggi di carattere storico-filosofico, tra cui Il Machiavelli di Antonio Gramsci e Note storiche su san Fortunato Vescovo di Todi. Versato anche per il teatro, se ne è occupato nella scuola dirigendo anche vari laboratori. Ha scritto commedie musicali, pièces teatrali sia in lingua che in vernacolo fermano. Per la lirica ha composto il libretto Storia di Morgano, musicato dal maestro Silvio Catalini anch’egli di Falerone.

Concludo con le parole con cui introduce il suo libro di poesie: «… Sogni gioie sconfitte/germogliano parole/che sanno di poesia». È proprio vero.

Adolfo Leoni, Sabato, 6 novembre 2021

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑