Marta Filipponi: la ragazza dello sheepdog. A Torre di Palme è meglio

Un pianoro abbracciato dalle colline di Torre di Palme. A poche decine di metri la Fonte di Mosè.

In quella campagna piena di ulivi, viti, ortaggi, echeggia una voce femminile. È come se comandasse. E in effetti comanda. Comanda in inglese.

Dice: «Come by», oppure: «A way», o, ancora: «Wack on». Arrivano anche altre parole: Lie down, Stand, Steady, Cook back. Quella voce impartisce ordini che a volte arrivano con un fischio, o con più fischi, come nelle navi della vecchia marina militare.

Marta con il suo cane ed un altro della gara

Ma non ci sono le truppe borboniche abbarbicate ai colli della famosa battaglia di Torre di Palma del 28 novembre 1798, né quelle francesi sulla spianata, dello stesso scontro. C’è, invece, un cane. Un minuscolo cagnetto, bianco e nero, di una razza particolare. La chiamano Ivy ed è una border collie. La padrona che dà le indicazioni è una giovane veterinaria, Marta Filipponi. È ippiatra, gira l’Italia per curare i cavalli, specie, insieme al marito Stefano Sgariglia, i quadrupedi dei Palii. Non sta giocando con il cane. Lo sta istruendo. Capiamo meglio cogliendo l’intera scena. Da un canto esce un piccolo gregge. Il cane è acquattato. Immobile. Attende un comando. Ed eccolo, il comando, e secondo le parole più sopra: «Spostati in senso orario intorno al gregge, ora fallo nell’altro senso, avvicinati alle pecore in modo dritto, rimettiti a terra, rialzati e stai fermo sulle quattro zampe, rallenta, guarda indietro». E avanti così. Il cane conduce il gregge, lo fa spostare, lo fa attraversare alcune porte, lo conduce da una parte all’altra del campo. Lo guida, insomma. Lo indirizza.

Siamo difronte ad una esibizione di Sheepdog, pecora e cane: uno sport molto popolare in Inghilterra. In Italia è arrivato più tardi. Diverse sono oggi le manifestazioni con tanto di proclamazione del vincitore e assegnazione di premi. Marta, ad ottobre, è risultata vincitrice del 14^ Cortona Sheepdog dopo una serie di tappe che l’hanno vista accumulare punti su punti: il Challenge Cup Csen 2021 Trial di Mattia Monacchini. La cagnetta Ivy si è aggiudicata il primo posto nella categoria Beginner agguantando anche il trofeo Italian Champion Challeng Cup Csen 2021 dopo uno spareggio (in termini sportivi: run off) con un altro concorrente.

La nostra veterinaria passa ore ad allenare la sua cagnetta. Nel futuro prossimo ci saranno altri cani da istruire. La passione le è venuta tempo addietro quando un suo amico allevatore le fece dono di Ivy. Lei capì subito che la cagnetta aveva delle felici inclinazioni nella conduzione del gregge. E tali si sono rivelate.

La storia dello Sheepdog ha radici antiche. Prende le mosse in Scozia dove le greggi venivano lasciate pascolare in stato semi-brado. Occorrevano però per riunirle cani molto capaci e ubbidienti. I border collier si sono dimostrati i più affidabili. Dalla necessità per scopi di lavoro si è arrivati allo sport. La prima gara ufficiale fu organizzata a Bala, in Galles, nel 1873. da quel momento in poi prosperarono le competizioni tra pastori, per mostrare le abilità dei propri cani. Lo Sheepdog moderno vede il cane e il conduttore lavorare in team: si radunano le greggi, le si fanno attraversare percorsi prestabiliti, le si separano, le si riuniscono, le si conducono nello stallo, e, sottolinea Marta, contenta, con il cappello da fantino e il maglione per battere il primo freddo, «senza far alcun male alle pecore. Quello che ci sta a cuore è il benessere degli animali. Senza stressarli».

Da vedere!

Venerdì12 novembre 2021

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