La Fantasy di Diego Del Giudice. Le illustrazioni del Popolo dei Piccoli Uomini

Del popolo dei Piccoli uomini, dei personaggi di Tolkien, della fantasy medievale… Di questo tratteremo trattando di Diego Del Giudice.

Quando i bambini di Santa Petronilla di Fermo tiravano calci al pallone, Diego disegnava; quando si sfidavano con le figurine, Diego disegnava; quando inventavano giochi per strada, Diego ancora disegnava. E ancora lo fa oggi, con maggiore maestria, che ha 31 anni e da qualche tempo è tornato a Fermo dopo la parentesi torinese.

Diego Del Giudice a lavoro

La prima volta che l’incontrai fu in un cammino verso la Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti. Eravamo un gruppetto e lui ci fece da battistrada al suono di un flauto irlandese. Ma cosa fa oggi? Diego è un illustratore e di un tipo di prodotto molto particolare. Chi ha partecipato recentemente all’iniziativa di Marche dalla vigna alla tavola-Cuspide della Triade Sacra, promosso da Anastasia Nicu, ha potuto apprezzare le sue illustrazioni e le sue miniature.

Da qualche settimana ha consegnato quelle per un libro che sarà prodotto a breve dalla Giaconi editore. Intanto, sta terminando le tre illustrazioni per un altro volume dal titolo Tutte le guerre della Terra di mezzo, di Marco Rubboli, per le edizioni de Il Cerchio.

Inoltre in cantiere ci sono lavori per alcuni giochi di ruolo e da tavola. Il tema è quasi sempre lo stesso: la fantasy medievale di cui si innamorò molto presto. Lo ricorda esattamente: era un bambino quando suo fratello Armando, che praticava la scherma medievale, gli fece dono di un libro sulle Fate. Grande divoratore di libri, a dieci anni chiese la Divina Commedia, a 11 anni gli fu regalato l‘Hobbit di Tolkien, e a 12 Il Signore degli anelli dello stesso autore.

Colpiscono alcune sue miniature dove ha catapultato personaggi odierni in epoche molto lontane. Come quella coppia di ragazze trasformate in dame duecentesche ma armate di cellulare per un… selfie.

Diego è diplomato all’Istituto d’Arte di Fermo, corso Metalli e Oreficeria. Di allora ricorda soprattutto due maestri che lo hanno aiutato nella futura professione: Ennio Speranza, scultore, e Ciro Staiano, per il disegno dal vero.

Ha battezzato il suo studio “INCHIOSTRO E RADICI”, a rappresentare la sua passione per storia e fantastico. Dove le Radici sono qualcosa di «nascosto e misterioso, così come lo sono le leggende e le creature fatate che popolano il “mondo di sotto”. E l’inchiostro è il veicolo attraverso il quale ricordi, idee e fantasie prendono vita».

«Quando disegno – spiega – non mi limito a fondere soltanto concettualmente e stilisticamente antico e moderno, bensì lo faccio anche a livello di strumentazione in quanto spesso, per la realizzazione di una tavola, ai materiali moderni e digitali, affianco quelli antichi, come piume d’oca, coltelli da amanuense fatti realizzare, su base storica, da un fabbro locale, calami e inchiostri ferrogallici realizzati da me seguendo minuziosamente svariate ricette monastiche medievali».

Ma il Diego che racconta storie con la matita come racconta la sua storia? «Essendo stato fin da ragazzino molto introverso, avevo molto tempo a disposizione per leggere e disegnare. Difatti sono cresciuto tra saggi storici, romanzi fantasy e fiabe da una parte, e musica classica, barocca e medievale dall’altra. Inoltre, con mio padre andavo spesso per borghi e boschi, ai piedi dei Monti Sibillini, cosa che ha accresciuto ancor più il mio amore per tutto quello che era il fantastico. Crescendo, ho poi sperimentato altre forme stilistiche, collaborazioni locali e internazionali nello scenario underground dark, esposizioni nelle svariate metropolitane londinesi, ma alla fine sono tornato sempre alle mie radici, fino a che alcune tristi vicissitudini non mi hanno portato a “dimenticarmi” dell’arte».

Poi, capita qualcosa che rimette sul binario giusto: è la scomparsa di suo padre. Un urto che riporta Diego sulla carreggiata delle sue passioni e del suo lavoro. E questo anche grazie, sottolinea con forza, «al sostegno di mia moglie».

Adolfo Leoni, Giovedì, 9 dicembre 2021

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