A Fermo, il presepe dei Mercenari. I Morlacchi e Campolege

Tre aspetti da mettere in relazione: la Contrada storica di Campolege di Fermo, l’associazione Le Orme del Tempo – Compagnia dei Morlacchi, e il Natale.

Iniziamo dalla Contrada Campolege. L’otto dicembre ha inaugurato la Casa di Babbo Natale. Un’opera d’arte, sul serio, all’interno del vecchio tunnel della ferrovia. Ore e ore di lavoro che hanno prodotto qualcosa di veramente suggestivo.

Poi, Le Orme del Tempo – Compagnia dei Morlacchi. Che è una riproposizione della famigerata compagnia mercenaria che operò in Italia sul finire del Quattrocento.

Infine, il Natale, quello tradizionale, con Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù, che qualcuno da Bruxelles ha tentato di toglierci.

Se vi recate fuori porta San Giuliano, alla vostra sinistra vedrete sventolare le bandiere su cui è impresso uno stemma riportante un biscione e un gladio. È questa la sede, molto bella e originale, della Contrada che oggi ha come priore Emiliano Foglini. Accanto alla porta d’ingresso, insiste un’alta vetrata dietro alla quale è stato allestito uno stupendo presepe quattrocentesco. A realizzarlo è stata la Compagnia dei Morlacchi che, da qualche tempo, ha iniziato una nuova collaborazione con la Contrada. Domani, il parroco di Santa Lucia, fra Andrea Patané, benedirà l’opera alle ore 12, subito dopo l’assemblea dei soci contradaioli.

I Morlacchi hanno usato il corredo in loro possesso: i piatti, le ceramiche, il baule, il giaciglio, le pentole, il catino, gli abiti.

Non è la grotta ad accogliere la Sacra Famiglia, bensì una delle tende in dotazione alla Compagnia nelle sue rievocazioni in giro per l’Italia. Maria e Giuseppe sono due manichini vestiti con abiti quattrocenteschi, da popolana lei, la Madonna, e da carpentiere lui, Giuseppe, l’Ombra del Padre. Molto tenero l’abbraccio che Maria dà al suo bambino a fianco. Il presepe è sempre visibile, ovviamente.

Il progetto de I Morlacchi ha raggiunto un elevato grado di maturità, proponendo corsi di scherma medievale, basati sulle tecniche esposte nel “De arte gladiatoria dimicandi” del maestro Filippo Vadi, e di arcieria storica. Durante l’anno la Compagnia organizza e partecipa a manifestazioni, nelle quali si cimenta in battaglie, duelli, nella ricostruzione di banchetti signorili o di campi militari, proponendo vestiti, accessori, oggettistica, armi e protezioni tipici del periodo.

«La ricerca – spiega Matteo Ruggeri – non è comunque conclusa: stiamo infatti continuando ad approfondire nuovi ambiti legati al periodo del 1400, come ad esempio quello culinario».

Adolfo Leoni, Sabato, 18 dicembre 2021

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑