Madonna del Pianto. Quel cammino verso il Duomo di Fermo

Goethe scrisse che “L’Europa è nata pellegrinando e la sua lingua è il cristianesimo”. Solitamente si citano solo le prime quattro parole, lasciando da parte il resto. E pure il pellegrinaggio religioso è servito a far conoscere i popoli, a far impiantare nuovi vitigni, ad esportare idee e favorire confronti.
Tornano questi concetti mentre guardo la statua della Madonna del Pianto. Da ieri si trova in Duomo, a Fermo. La sua casa è il Santuario omonimo. Ma, per ormai tradizione, a metà gennaio una breve processione, un piccolo pellegrinaggio lo si fa dall’edificio sacro che la ospita tutto l’anno sino alla Cattedrale. Quest’anno non s’è potuto, causa Covid e norme di prevenzione.

La città di Fermo – ma anche tutta la diocesi – è legata al simulacro della Vergine cui si attribuisce l’aver lenito alla nostra comunità le sofferenze del Secondo conflitto mondiale.
Nei sette giorni di esposizione, verranno le parrocchie del circondario. Un tempo il cammino si faceva a piedi, pellegrinando, appunto. Uno particolare lo scrive Isabella Bianchini nel volumetto Madonna del Pianto di Fermo-IV Centenario della venerazione del Sacro Simulaco-1614/2014.
La signora Isabella racconta di Enrica/Righetta, “giovane” di 88 anni che, pur nel freddo della giornata, l’anno era il 2006, il mese quello di gennaio, teneva fede ad un voto: quello di rendere grazie a chi una grazia gliel’aveva fatta. “Da piccola, – spiegò Righetta alle tre ragazze che avevano accettato di camminare da Capodarco fino al Girfalco – a seguito di un incidente mortale, ricevetti una grazia di guarigione e, per mezzo dell’intercessione della Madonna del Pianto invocata da mia madre, sono sopravvissuta. Allora promisi alla Vergine Maria che fino a quando la salute mi avesse sostenuta, l’avrei onorata con questo pellegrinaggio”. Così, le quattro donne si mossero verso il Colle Sabulo. Erano le quattro di mattina ed Enrica era armata di torcia. Appuntamento dinanzi alla chiesa di Capodarco da dove, decenni fa, si partiva proprio per quel pellegrinaggio specifico, insieme a tanti altri fedeli.
Per Enrica il numero non contava. Contava il voto. Contava la fede. Contava il segno. E il primo atto fu l’invocazione dei Santi, con la Madonna del Pianto, detta “Regina di Fermo” ad aprire le giaculatorie.
Percorso in quattro tappe, l’ultima delle quali, prima dell’arrivo in Duomo, era a Salette dove, nei tempi andati, al gruppo di Capodarco si univa quello proveniente da San Marco alle Paludi.
Altri tempi, altra civilizzazione. Ma la Madonna sta sempre lì. Ad attendere tutti.

Adolfo Leoni, Domenica 16 gennaio 2022

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