Ecologia. Un “Fare Verde” per difendere l’ambiente

Mare d’inverno! Se mettessimo l’articolo determinativo “Il” potrebbe essere la canzone di Loredana Berté. Invece, è un’iniziativa ecologista. Domenica prossima, molto probabilmente, in una delle spiagge della costa fermana arriveranno i volontari di Fare Verde. E inizieranno a raccogliere i detriti, smistarli, ammonticchiarli. Insomma, a pulire l’arenile che in questa stagione, causa clima e mancanza di turisti, è abbandonato. A guidare il manipolo per Mare d’inverno ci sarà Catia Latini. Da qualche tempo è lei la referente dell’associazione ambientalista per la provincia di Fermo. L’abbiamo già vista in azione a novembre scorso, quando presentò il gruppo a Porto San Giorgio prima di spostarsi con i suoi sulla riva per rimuovere i residui portati dalle onde. Abbiamo scritto: “molto probabilmente” per l’appuntamento del 30 gennaio, perché in questa fase si sta individuando il punto di costa messo peggio e, soprattutto, si sta cercando di districare lacci e laccioli della burocrazia. Difficoltoso anche pulire!

Per quanto riguarda il luogo, gli occhi puntati sono su Lido tre Archi, zona non esente da problematicità.

33 anni, residente a Montegranaro, Catia, dipendente di un’azienda privata, ha passione per la difesa dell’ecosistema. Quando le hanno proposto di dirigere il Fare Verde fermano non è che ci abbia pensato poi troppo.

«L’associazione nazionale – spiega – è nata nel 1987, un anno dopo il disastro di Cernobyl, che s’era verificato ad aprile del 1986». Subito dopo la “Nascita della tragedia”, Fare Verde scrisse: «Chi, con il suo sapere precipita la Natura nel baratro dell’annientamento, deve sperimentare la dissoluzione della Natura anche su se stesso». La frase è di Nietzsche, autore letto, quantomeno un tempo, dagli ambienti della destra, collocazione da dove germoglia Fare Verde, braccio ecologista di Fratelli d’Italia.

Nel Fermano, la giovanissima associazione inizia a contare diversi aderenti provenienti dai comuni della provincia. «È questo – spiega Catia – il modo per conoscere le difficoltà ambientali dei territori e approntare risposte adeguate». Tra queste difficoltà, figura la questione ferroviaria. A Fare Verde non piace il progetto di innalzare barriere di otto metri lungo il tratto marchigiano vicino alla costa. Come non piace lo stato d’abbandono in cui versa la stazione di Porto San Giorgio.

«Con Fare Verde – dicono i promotori – vogliamo riportare la vita vegetale, animale, umana al centro dell’attenzione e lavorare disinteressatamente per risparmiare la Terra da sprechi e aggressioni». E da brutture.

Adolfo Leoni, mercoledì 26 gennaio 2022

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