Fermo. Sisto V: a domanda risponde

Una proposta! Quella di sedervi, stavolta. E di interrogare una statua. Se poniamo domande, le pietre, le scultore, i dipinti, risponderanno. Non bisogna avvicinarli però con presunzione o pregiudizio.

Sono in piazza del Popolo a Fermo, siedo con alle spalle Artasylum, il simpatico locale un po’ caffè, un po’ sala incontri. Di fronte a me Sisto V. È lui che voglio ascoltare. Ma prima va inserito nel contesto. Dove mi trovo, è quasi la piazza che volle Alessandro Sforza per far bella figura con sua cognata Bianca Maria Visconti, moglie di Francesco il venturiero. Lei era milanese… taaac… Ma noi siamo ed eravamo fermani, non secondi a nessuno. E, allora, via le baracche di legno e ariosità a questo luogo, come un teatro all’aperto! Detto e fatto.

La mia postazione odierna era l’inizio di quella grande scala che il cardinale Domenico Capranica voleva costruire sino all’abside del Duomo. Un collegamento marmoreo che neanche il PNRR…

Ed eccolo invece papa Sisto, il papa tosto. Se ne sta in podio, al centro del Palazzo dei Priori, il palazzo con le ali. Lo guardo. Sembra imbronciato o, meglio, rude. E pure ha un volto che somma decisione sì ma anche bonomia.

Mi viene da chiedergli se così è. «Beh – potrebbe rispondermi – ero Pontefice ed ero Re. M’occupavo di cose celesti e di cose molto molto umane. Trattavo con i ricchi e con i poveri». Gli domando se, alla sua prima apparizione, rispondendo al popolo che chiedeva abbondanza e giustizia, sia vera quella sua esclamazione: «Per l’abbondanza, pregate Iddio; per la giustizia, ci penso io». Sorride sornione. Cinque anni di vescovado a Fermo (1572-1577) e tre visite pastorali. Niente male, Felice Peretti. «I problemi non mancavano. – dice burbero – A Montemonaco preti e chierici si sbronzavano in taverna. A San Liberato, l’eremo era un covo di briganti. Certi monasteri femminili…». E, lei, Santità, mise a posto gli uni e le altre, e, da papa, sgominò le bande. Annuisce. Con i briganti ce l’ebbe a morte e mandò a morte. «Erano una lebbra specie per i poveracci. Certo anche per i ricchi… ecclesiastici». E con gli ebrei come andò? «Sotto di me vissero tranquilli. Loro andavano presi… per la borsa».

Un pontificato, il suo, che ebbe il merito di una rivoluzione artistica, musicale e urbanistica improntata al bello. Voleva bene a Fermo, Santità. Voleva che riprendesse sviluppo anche sul mare. Dicono che disponesse 50 mila scudi per la costruzione di un porto alla foce dell’Ete. «Me ne andai in cielo prima. Se m’avessero ascoltato avrebbero risparmiato le spese per la rimozione di sabbia all’ingresso dell’Approdo». Ne è al corrente? «Da quassù si vede tutto».

Adolfo Leoni, Domenica, 27 febbraio 2022

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑