Il Pensiero di Luigi Trasatti. L’energia dell’universo

Ci sono talenti che non possono restare sepolti. Vanno portati in superficie. Raccontati. Su di loro vanno accesi i riflettori. Ho conosciuto Luigi Trasatti, fermano d’origine, alla fine degli anni Sessanta. Lui, alto, suonava… il basso. Faceva parte di un complesso, come si diceva allora, I Conti, che, a volte, apriva le esibizioni di gruppi come I Nomadi e i Dik Dik. Serio, riflessivo, mai sopra le righe, Luigi indossava un vestito grigio con tanto di cravatta quando gli altri sfoggiavano sgargianti camice di lamè argentato o oro. Parlava poco. Faceva la sua parte.

Nel tempo ci siamo persi di vista. Poi, a volte, le strade tornano a incrociarsi. La prima volta intorno al 2002, quando Luigi pubblica una bellissima opera fotografica: Dal Cielo in giù. Lui, grafico e fotografo, racconta i 40 paesi del fermano che diverranno più tardi una provincia. Foto stupende di ogni comune, e piccola didascalia. Un lavoro che parte da un ricordo: il padre che lo condusse in lambretta in «un viaggio lunghissimo», da Fermo… a Montegiberto.

Luigi Trasatti, grafico, fotografo, scrittore/poeta e “bassista”

Nelle settimane scorse, scopro che Luigi non s’è certo fermato. E certamente non lo ha fatto nello scrivere. Ha pubblicato diversi libri: lui li chiama “quaderni”, dove le riflessioni diventano rime, ultimo dei quali è “La Forza Ignota-Elogio del Pensiero. Un punto di vista fuori dall’universo”. Dove Pensiero è lettera grande e universo è scritto con la piccola iniziale. Dice di sé che cerca «di spiegare a modo suo i meccanismi più e meno visibili di… “questo ‘sì malmesso mondo.” Ironia, rabbia, tristezza, paura, nostalgia, ma il più delle volte è ottimismo quello che prevale nelle sue riflessioni e nei suoi racconti, tutti meticolosamente costruiti con terzine e quartine di endecasillabi a rima alternata». Rime che, mi piace pensarlo, scaturiscono da una frequentazione nel tempo con il poeta dialettale Antonio Angelelli, ‘Ntunì de Tavarrò.

Trasatti s’interroga sulla vita, sulle umane esistenze, sull’infinito. Il Pensiero è l’energia che muove. «A me par chiaro ch’essa è sostenuta da una forza ancor del tutto ignota, – scrive – che dietro agli occhi, immensa e non veduta dell’universo fa girar la ruota». Pensiero, pensieri, non certo di materia costituiti. Ma come scoprirli? «…seguendo l’orme… Quando si fa silenzio specialmente, chi non conosce quel brusio sommesso? È come il respiro o il batter del cuore, è il flusso vitale che ci distingue e d’ogni nostro fare è lui l’autore».

Interrogarsi, domandare, studiare: la ricetta che fa restare giovani, curiosi, attenti. In una parola: vivi. Come fa Luigi che, alto…suonava il basso.

Sabato, 9 aprile 2022

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