Torna MarcheStorie: occasione per il Fermano

Lo scorso settembre per Fermo fu Torre di Palme. Intendendo che MarcheStorie fu incastonato in uno dei Borghi più belli d’Italia. Si raccontò del Ricamatore corsaro, dell’allarme con il fuoco nella notte dell’invasione saracena, di cibo secondo la Dieta mediterranea, di stoccafisso e di legami Fermo/Venezia. Riemerse un mondo. Si riaprirono pagine di storie e di leggende quasi scordate. A Fermo come a Massa Fermana, come a Cerreto di Montegiorgio e in tanti altri piccoli centri della Terra di Marca.

Torre di Palme dove si ambientò nel 2021 la storia dei corsari

MarcheStorie torna anche per il 2022. Lo ha annunciato Giorgia Latini. La Borsa Internazionale del Turismo di Milano ne è stata la vetrina. Sarà ancora una volta un festival itinerante con molti appuntamenti che, ha precisato l’assessore alla cultura regionale, «verrà riproposto a settembre ancor più ampio, per valorizzare l’identità delle Marche anche dopo i mesi estivi, a partire dai centri storici che caratterizzano l’entroterra». Un viaggio affascinante «alla scoperta dell’identità nascosta e segreta dei nostri luoghi». Puntare sull’identità e la cultura è dunque l’impegno della Latini per rilanciare il nostro territorio ed emozionare il turista. Non occorre che ce lo dicano i Veneti, da cui è stato preso pari pari il format, bastava osservare questa nostra terra in controluce. Come un fiume carsico, sottotraccia si muoveva, e non poteva essere diversamente, quel filo rosso che lega da sempre le comunità ai luoghi di appartenenza. Occorreva però che qualcuno ne decretasse l’importanza e che qualche altro mettesse mano al portafogli per aiutare l’emersione delle specificità. È accaduto. Sta accadendo.

Occasione che le Marche non possono perdere. E soprattutto che il Fermano non può perdere. C’è una sfida da cogliere. Penalizzato sotto il profilo della manifattura calzaturiera su cui aveva puntato e accelerato per 60 anni, dimenticando tutto il resto, la Terra di Marca ha necessità di una forte riscossa proprio ora. E perché no! proprio partendo da paesaggio, storia, arte… Racconto, in una parola. «Ad una condizione, però – precisa Gianluca, giovane fermano, laureando in Scienze della comunicazione a Milano – che il prodotto non sia dozzinale e non sia proposto in maniera raccapezzata». L’espressione «raccapezzata» piace a quel sindaco dell’entroterra fermano che chiede alla Regione tempi giusti per presentazione, approvazione e realizzazione dei progetti. E chiede anche che le commissioni valutatrici non siano in mano a dirigenti e funzionari. «Quanto ne sanno loro delle nostre storie?».

Adolfo Leoni, mercoledì 20 aprile 2022

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