Dell’amore, secondo Giuseppe Petrini

L’ho incontrato qualche tempo fa, vicino al mare. Sonia Trocchianesi, con un gruppo di amici puliva la zona verde del lungomare Gramsci nord a Porto San Giorgio. Lei è un pezzo che lo fa, apprezzata da tanti, ostacolata da qualcuno per burocrazia (o invidia?). Tra i volontari spiccava Giuseppe, magro, energico, attento a quanto si diceva delle storie del territorio. Eh sì, perché oltre a pulire, i volontari dibattono temi interessanti e mangiano crostate. Azione e pensiero.

Ma parliamo di Giuseppe. Timido e quasi con vergogna, tira fuori dal bagagliaio dell’auto un volumetto. Me lo mette in mano come un dono. “Parole d’amore” è il titolo. Lo scorro: 67 pagine. Ognuna contiene una poesia, breve, scarna, vera. È un dono sul serio perché i libri non si leggono, i libri ci leggono dentro, ci pongono domande, ci fanno riflettere. E questo lo fa sul tema dell’amore. Per una donna che non c’è più. “Ti dirò” è struggente: «Ti dirò che sei mancata/ sussurrando/ urlando al vento il tuo nome fino ad aver solo il suono delle mie labbra per chiamarti amore/ ti dirò che ti ho cercata consumando scarpe e vestiti/ consumando il verde dei miei occhi dentro gli angoli più nascosti del mio cuore/ ti dirò che ti ho sognata nel buio dei miei viaggi/ ti ho trovata più bella e sorridente che mai/ ti prego amore non mi svegliare/ non destare il mio sonno/ non avrà mai fine il mio sogno».

Petrini è nato a Fermo il 10 aprile del 1965. Vive a Capodarco, è geometra ma non ha mai esercitato. Ha lavorato in una ferramenta, ora è all’Ecoelpidiense. Mai poteva pensare di pubblicare un libro (edizioni Aletti). Scriveva poesie dal 2001, le teneva custodite gelosamente in un cassetto. Poi, un periodo cattivo… e la scrittura che salva, che apre i più reconditi spazi dell’animo. Poteva perdersi, Giuseppe, i versi lo hanno salvato. Dire amore, scrivere dell’amore, amare ancora, sono stati la sua ancora di salvezza.

«È tornato il sole nella mia vita – scrive in “Tornerà l’amore” – infiniti arcobaleni/ sono tornati ingenui sorrisi/ è tornata la mia adolescenza/ lontani ricordi/ corse a perdifiato/ è tornato il vento/ il rosso dei tramonti/ a riempire gli occhi/ è tornato l’azzurro/ e la luce di settembre/ tornerà infine l’amore un giorno/ dolci sorrisi a stregare il cuore».

C’è stato grande buio nel cuore di Giuseppe. Lo racconta lui stesso. Poi, una seconda vita che gli ha regalato «giorni di indescrivibile bellezza, di amicizia ritrovata, di luce scintillante». Una promessa di felicità.

Adolfo Leoni, sabato 7 maggio 2022

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