Pitture e foto. E’ Contact

Ne avevamo parlato tempo fa, separatamente. Ognuno colto nel suo mondo. Poi, i due: Francesco Valeri (FraJambo) e Marco Raccichini; sangiorgese il primo, fermano il secondo, si sono incontrati. Frajambo è pittore, e i suoi quadri sono pieni di colore; Marco è fotografo, e i suoi scatti raccontano storie di luoghi, animali, persone.

1979 la data di nascita del primo, 1977 quella del secondo. Stessa generazione e, soprattutto, stesso animo attento.

Non potevano restar separati. Così l’idea di allestire una mostra è stata conseguenza immediata e felice. E dove farla? S’è scelto Artasylum: il locale di piazza del Popolo a Fermo, un po’ caffè, un po’ cenacolo. Così, sorbendo un aperitivo, guardando il passeggio, prendendo una birra, si possono ammirare le loro opere, la loro commistione, il reciproco contaminarsi. I quadri, geometricamente deperoniani, campeggiano dai muri bianchi, ottimo sfondo perché risaltino i tratti degli artisti.

Ma che nome dare al connubio? La risposta è arrivata quasi ovvia: «Contact». E sia!

«Due mondi diversi si incontrano, – ha scritto la curatrice Francesca Marcaccio Hitzeman – due linguaggi e visioni che si fondono l’uno nell’altro, la pittura e la fotografia. Il risultato colpisce e disorienta allo stesso tempo. Le immagini degli insetti in bianco e nero abitano lo spazio in una danza armoniosa con le superfici dipinte in una conversazione in cui si incontrano le figure. Un dialogo che connette due mondi, diversi ma solo in apparenza distanti». Nessuno dei due ha tralasciato qualcosa di sé, ognuno ha messo tutto il proprio sentire: Marco la passione per gli insetti, d’altronde la sua laurea è stata in Scienza naturali; Francesco l’intensità dei colori, d’altronde ha viaggiato molto in Africa e in Brasile, assorbendone i paesaggi. E forse, – ma qui immaginiamo – è stato proprio il Brasile il punto di… contatto.

Ma sentiamo cosa dicono loro: gli artisti: «Si tratta di un lavoro che unisce due linguaggi differenti: la pittura e la fotografia, insieme non solo nel linguaggio ma anche nella forma. Gli insetti, tutti della fauna nostrana, sono rappresentati in bianco e nero, in una modalità piuttosto grafica. Riprodotti in grande formato ci permette di vedere più da vicino quello a cui solitamente non prestiamo attenzione e a cui più spesso voltiamo lo sguardo. La parte pittorica rappresenta lo stesso insetto in uno stile diametralmente opposto, colorato, stilizzato e sintetico che entra in contatto con il primo…». Contact, appunto.

Adolfo Leoni, sabato 21 maggio 2022

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