Il Cammino della storia. Incontro con la “quarta” delle Canossiane. Scolari insegnanti per un giorno

Una telefonata: un invito a fare un cammino nella storia con protagonisti gli alunni della quarta elementare (preferisco questo gergo all’attuale “scuola primaria”) dell’Istituto Canossiane di Porto San Giorgio. Apprezzo il lavoro dell’insegnante Giovanna Vocale. Mi fido e vado.

La scuola è immersa nel verde. La struttura è stupenda. L’aula di quarta è piena di foto, scritte su cartelloni, frasi celebri, carte geografiche dell’Europa e del mondo. I finestroni guardano una porzione di mare. I bambini indossano una maglia blu.

Giovanna li ha divisi in tre gruppi. Saranno loro a far la lezione. Lezione di storia. I ragazzini srotolano ognuno la propria lenzuolata di testi. Hanno approfondito la civiltà cinese, quella degli Indi e quella degli Ebrei. Tocca a loro spiegarcele. Uno alla volta esplicitano la ricerca compiuta e il confronto con i colleghi e l’insegnante.

Prendo appunti e ripasso periodi un po’ appannati. Nessuno si sottrae anche se qualche momento di timidezza pure emerge. Gli Indi: civiltà pacifica, allevavano bestiame, coltivavano gli ortaggi e il cotone. Religione politeista, sviluppato il commercio. Poi la scomparsa per invasioni e mutamenti climatici. E la riscoperta di oltre un secolo fa, con il ritrovamento di due città. Parlano bene, gli alunni, sono preparati e si sono preparati. Tocca ora agli Ebrei e, dinanzi agli occhi di ognuno passa la Mesopotamia, la Terra promessa di Canaan, la terra del latte e del miele. E i bambini trattano dei 73 libri della Bibbia, delle dodici tribù d’Israele, di re Salomone e di re Davide, del tempio distrutto e ricostruito e distrutto di nuovo. Poi, un affondo nella tragedia della Shoah. Come per dire: passato e presente che si legano per guardare avanti.

Mentre un gruppo espone, gli altri ascoltano in silenzio, attenti. Fa piacere vederli impegnati e rispettosi.

Siamo al termine. Sono passate quasi due ore. È il momento di una cosa inaspettata dai ragazzini.

La loro insegnante ha preparato tanti diplomi. Sono attestati per la loro serietà e il loro apporto. Vengono avanti uno alla volta. Ritirano il cartoncino, stringono la mano a noi più grandi. Sorridono contenti. Il lavoro è stato premiato, non è stato vano. Hanno ricevuto apprezzamenti. Servirà loro. Se lo ricorderanno.

Benedetta scuola! Benedetti insegnanti! Che ospitate e coltivate “fiori” particolari. Sbocceranno a tempo debito. Costruiranno un mondo diverso.

Li lascio con una frase che vado spandendo ovunque: il futuro ha un cuore antico. Qui l’ho visto già.

Domenica, 29 maggio 2022

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